01.30.08
Ora che il cielo al centro le ha colpite, ora che il cielo, ai bordi, le ha scolpite.
Cosa ti serve da queste vite?
Per iniziare, vorrei ringraziare i gentili commentatori (yuppy!), poi volevo chiarire che il mio non era un post pessimista, semplicemente delle conclusioni tratte dopo lunghissima riflessione.
Oggi, seduta sul muretto della fermata dell’80 a Viale Libia, attendendo, ho guardato una vecchina che aveva il bastone e nella mia mente malata ho pensato <<il bastone da donna è un sacco poetico, lo voglio.>> ma quello che mi ha colpito dopo, come al solito è stato un particolare banale, insignificante, che sicuramente nessuno noterebbe mai: la carta di una caramella si era appiccicata sotto il gommino del bastone e ora lo accompagnava in quella sua instancata danza in giro, vedendo solo grigio, a volte poco più.
Così ho pensato ai papaveri che crescono tra i sanpietrini, e alle sigarette che quando tira vento si lasciano portare finchè una macchina…le schiaccia e tarpa le loro novelle ali invisibili impedendogli un viaggio.
Si, sono animista.
Quando vedo una cosa che è portata dal vento sono contenta che quella cosa si sposti da dove era locata per vedere il nuovo, e sto sempre attenta a dare i calci ai sassi o alle pigne, non distrattamente, quasi con aria annoiata, ma con uno scopo ben preciso: quello di fargli cambiare panorama, per me è come spostare una lumaca che vedo camminare sulla strada, sull’erba.
Penso che alla fine, tutte quelle cose che sposto il giorno dopo non ci sono più se ripasso per quella via. Diventeranno stelle cadenti? Non so. Io manifesto la mia gratitudine verso il mondo così, dandogli la possibilità di essere vario. Così perdo il treno mentre guardo una cosa che non mi serve, una cosa dozzinale come quella semplice margherita che cresce nel muro della stazione. Il treno sarebbero le mille occasioni che ho perso, e per occasioni intendo anche le mille persone che cerco di cambiare illudendomi, facendo, ma senza mai fare abbastanza: è colpa mia.
Domani sarà un giorno lungo e senza parole.
Le persone vedono troppi grattacieli…e non notano più la guardiola del portiere.
01.28.08
Un sogno fu un sogno ma non durò poco
Questo post è nuovo.
Alla fine è giunta la medesima. Oggi al corso di filosofia ho pensato a lungo a cosa scrivere ora che mi è concesso e ho capito che sarebbe venuto da se, e infatti.
Il titolo, rimembrando avvenimenti recenti e cazzi vari, è venuto da se. E ora siedo sul letto del bosco, e il tempo è un signore distratto, un bambino che dorme. Così pensai. Si può dire che ho pensato oggi, beh, si pensa in continuazione, direte voi (voi chi?) ma oggi ho riflettuto. Sul significato delle parole, parole profonde che diventano poesie. E su quelle parole che sono poesia: le parole che “sono” poesia, sono parole normali dette in contesti anormali. Le parole che sono poesie non compongono poesie, bensì frasi che restano impresse e che poi riusiamo come citazioni, io amo le citazioni. Così guardiamo la gente e incrociamo il loro vento, il loro odore, la scia di emozioni che lasciano e che spargono grazie all’ombra. Al buio non percepiamo le vite, semplicemente perchè non vediamo le ombre. E’ così, carino, e tu non puoi farci nulla. Essendo noi persone nichiliste per natura non ci interessiamo delle persone e delle loro storie, dovremmo. Perchè anche noi abbiamo un’ombra.
Quante sono le ombre? Sono tante, tantissime, troppe….merda, quante sono? Sono un pò come i rumori: noi siamo talmente abituati a sentire rumori che quando in aria c’è silenzio apparente crediamo che quelli siano cessati…invece…invece no; Loro continuano imperterriti, e solo un cieco può sentirli, un cieco, che noi chiamo disabile, è solo invidia cazzo, lui Sente.
Come quando guardi, pensi <<Guardo. Sto guardano, minchia, qualcuno ha costruito una cosa geniale come gli occhi>> poi dopo un po te ne fotti e continui a guardare senza pensarci. Ti viene quasi da ringraziare Dio, un Dio a cui non credi ma che comunque scrivi con la maiuscola, così, per abitudile, per rispetto, scrivere Dio senza la D maiuscola sarebbe come dare del tu a un professore, non ci si riesce no? No, ecco, appunto.
E poi sei su un prato, e l’erba ti sfiora le orecchie e tu ridi, solletico. Lo sentiranno i cani, il solletico, con tutto quel pelo? Mah. E poi, alla fine, pensi che tu Puoi, puoi in senso lato, cerchi di potere, non per AVERE potere, ma per cercare di usarlo meglio di chi realmente lo possiede. Provi, no. Basta, a ‘na certa accanna(si dice a Roma). E questo è un consiglio, di quelli belli eh, che ti servono nella vita. Così quando tenti di farti solletico da solo non ridi. Ed ecco che, un giorno, di un mese, di un anno, accade: il solletico, e certo non grazie a te.
Tutte le cose che accadono e che giudichiamo belle non sono provocate da noi: i brividi mentre scrivi questo post delirante ascoltando per la centesima volta “Hotel Supramonte”. Il migliolo del piede caldo che l’estate scalzo sbatte dolorosamente al rialzo della veranda… il freddo che ti fa diventare le mani a macchie, la neve nel collo mentre scii, quella tirata di sigaretta corposa che ti soddisfa…puoi giurarci: se ci riprovi non ti riesce.
Quindi toglietevi dalla testa la stronzata che “l’uomo possiede l’Archè”. L’uomo possiede solamente la certezza di non riuscire mai a imporsi la felicità reale, la certezza di sapere di star continuamente fingendo. L’uomo è bisognoso di felicità che viene provocata da pensieri involontari, cause esterne e persone che non siamo noi.
Dovremmo creare una mensa dei poveri, poveri diversi… una mensa dove l’erba ti si infila nelle orecchie e ti fa solletico.
01.27.08
L’uomo è la misura di tutte le cose
Conosci te stesso. E’ chiaro, semplice a volte non è esatto ma a grandi linee è così.
Poi avviene, un giorno, sei lì a smanettare sul pc, sul blog, e poi… un commento. Un nome banale, anonimo, tu litighi, parli, ti infervori… dopo poco capisci: meglio lasciare perdere. Dopo giorni banali passati con la persona sbagliata decidi di attingere nella memoria il nome banale, anzi il nick, che pochi giorni prima ti aveva fatto tanto arrabbiare. Allora decidi che forse varrebbe la pena di tentare, tu, così banale, un nome, un nome e basta in una vita, la tua…una vita affollata passata in solitudine, la solitudine della diversità. Così parlo, rido, mi arrabbio, ti conosco. Poi ti amo. Mi ami, o almeno me lo fai credere, ti lascio, ti riprendo, con la forza e dopo 4 mesi svanisce tutto. Poi ti affido i miei pensieri, i miei sogni le mie speranze, stazione Termini ai piedi del cuore. E tu rovini tutto.
Così dopo una piccola vita, siamo al capolinea. Ma tu capirai un giorno, e quel giorno, ripensandoci, saprai cosa vuol dire essere me, essere te, perchè siamo uguali e lo sai. Ma sarà troppo tardi.
Ho concluso, è una storia un pò sputtanata, una storia sbagliata.
01.25.08
Berlusconi vattene.
Come tutti quanti sapranno, è crollato il governo e io scrivo questo post per iniziare tutti quelli a cui il governo Berlusconi mancava solo perchè ormai avevano crisi d’ispirazione e non sapevano più cosa scrivere nei propri blog, quelli che quando non avevano argomenti da dibattere, ormai, tacevano, non potendo più utilizzare l’argomento Berlusconi, che tutti quanti amavano, il festival delle frasi fatte. Ieri sera in Parlamento c’è stato il delirio, gente che sveniva e POI veniva espulsa, gente che urlava parolacce in napoletano e poi negava come Giuda, gente che stappava bottiglie di champagne, gente che piangeva. A me dispiace soprattutto per Romano. Alla fine è un uomo anche lui e dopo lo stress emotivo a cui è stato sottoposto per mesi e mesi IO avrei sclerato. Ma lui, prode com’è (ahah simpatia portami via) ha saputo resistere. Attendo gli esiti di questa Italia, di un Bossi, che avendo 32 bypass (non sono pienamente convinta che si scriva così) e non potendo camminare senza avere come minimo 3 badanti e 8 respiratori si permette di urlare dall’alto che gli si conviene(non so quanto si possa essere alti in bilico con un piede nella fossa) che se non si andrà subito al voto ci sarà la rivoluzione. Ma il problema di fondo è un altro: tutto il mondo dice che l’Italia è un paese vecchio: e GRAZIE, prendiamo come esempio Ilvio(nome fittizio evitante querele) Lui ha (numero a caso) 69 anni, ed è vivo e vegeto, ma IO dico, non può morire?, è normale a una certa età, poi, tutta l’Italia gliela tira da anni ma…niente. Almeno Mastella, confermando il no, è stato “colto da malore”, eccecredo!, come minimo un pò di gente un mortaccitua jel’avrà tirato giù o no?
Ma come dicevano Morandi Tozzi e Qualcuno, o almeno credo, “SI PUO’ DAAAAAAAARE DI PIU’.
01.22.08
“ho tante cose ancora da raccontare, per chi vuole ascoltare, e a culo tutto il resto.”
Boh, sinceramente sarà che questo 5 a Italiano mi ha stroncata, la prima volta che prendo meno di 7 a un tema nella mia vita.
In questi giorni ho avuto tempo e modo di riflettere un pò e di chiudere un pò di legami logori e troppo spesso tenuti su da volgari e banali conversazioni di circostanza aricolate in “che mi dici?”, o, “come stai?”…frasi che, se ci pensate bene, sono assolutamente futili se la persona con cui state parlando è vostra amica\o: lo dovrebbe già sapere no?! Quindi rivedendo una vecchia foto di un paio di anni fa, ho provato a ri-immergermi in essa, in quel pomeriggio passato con una persona sbagliata a causa della quale ho perso tempo, tempo prezioso. Ai tempi ero una ragazzina fomentata che andava in giro come una matta con la keffyah perennemente al collo, un faccino pulito, senza pearcing, una testa banale, capelli lunghi, senza rasature o cacchi vari… Ormai sono abituata al fatto di nn essere a prima vista una persona che incute sicurezza ma timore, lo so, lo vedo…ma guardando quella Nicole, ho avuto molto più paura, ricordo perfettamente quel pomeriggio, eppure…eppure la mia psiche si oscura, i ricordi diventano frammentari, la testa si svuota. Ora come ora, mi sento più matura, sento che guardando una mia foto di oggi tra 4 anni non avrei paura, magari non mi piacerei comunque, eppure sono convinta che osservandola proverei solo nostalgia e tristezza. Intanto sono in cerca, sono perennemente in cerca di quella cosa, chiamata “serenità” la mia vita, ora, è un tumulto, ed è sopportabile solo grazie a chi, veramente, ha saputo essere mio amico sempre, fino in fondo, sinceramente, capendomi, senza farmi preoccupare, sopportandomi e dicendomi qualche volta “grazie”, qualche volta”sei una stronza”.
Alterno giornate a crogiolarmi nello sconforto, a giornate di euforia, una cosa che ora ho e che prima non avevo è senz’altro l’equilibrio, ho dei ritmi, e per una volta, sto riuscendo a portare avanti quei buoni propositi che mi sono prefissata all’inizio dell’anno scolastico: mi sto impegnando un sacco a scuola e, apparte Greco scritto (all’orale troneggia un bell’8), va tutto bene…e poi ho scaricato quella gente che si merita di stare proprio dove si merita di stare: al cassonetto.
In conclusione di un intervento così tragico e teatrale ci starebbe tutta una frasona, di quelle che trovo io al momento giusto, ma l’unica che mi è venuta in mente è il titolo del post.
…mmm…
Che io abbia per la prima volta perso le parole?
01.18.08
Addio
Sei morto,dopo aver sospirato quelle cose, quei ricordi, che da tempo, a causa della tua malattia non erano più tuoi, non eri mio parente, ma conserverò per sempre il ricordo di te, che su quella sedia a rotelle, ridevi.
01.17.08
Cronache
Il treno mi ispira e ho voglia di scrivere, scrivere cazzate anche perchè sono abbastanza innervosita da fattori ormai privi di importanza nella mia vita, ma che fino a 10 minuti lo erano assai.
Domani ho il compito in classe di Italiano (yuppy!): saggio breve o articolo di giornale su….[parentesi quadra: la mia carriera scolastica riguardate italiano relegata in un 8 dato sempre e solo a banalissimi temi, ora, LA SVOLTA il mio primo articolo.]un sonetto[seconda parentesi quadra...SU UN SONETTO? Ma ti fai le pere? Non c'è cosa più pallosa di trasporre un sonetto in prosa {ahah sò simpatica eh?eh?eh?}]molto rammaricata decido di fare un tacito sciopero, scoprendo poi (ho fatto tutto da sola) che nn mi si cagherebbe nessuno di pezza. Cmq mi sono delusa oggi, davvero, sono tutta arruginita, non sono più la grintosa Nik che correva in gonnella svolazzante dietro a una pallina da tennis alle medie (detto così sembra davvero un gioco demente, tipo tetris), dopo pocha ginnastica a scuola( dalla scuola al bowling e ritorno, quello in bus) sono sfiancata, davvero.
Tanti tanti auguri a Dalby(Dal Buono, il prof di ed.fisica) che oggi fa 48 anni!
Per finire, oggi sono andata a vedere L’amore ai tempi del Colera ed è la prima volta che un film nn mi delude rispetto al libro, peccato che lo facciano il pochissime sale: è davvero fatto bene, ovviamente è meglio il libro ma se nn vi piace leggere…spigne.
Ufficialmente odio tutti tranne Chialuna che commenta ancora questo blog che è meno seguito di Radio Maria, con la differenza che almeno di nome, alla radio la conoscono tutti, odio specialmente Dante, perchè la povera Fra ha ragione : “questo s’ammazzava di canne!Guarda te se devo prendere solo 5 e per giunta sul sunto della vita di un drogato” nell’ordine delle persone che odio, dopo Dante, troviamo la mia prof di lettere, che è l’essere più mediocre e inetto mai uscito dalla facoltà di lettere. Al terzo posto, guadagnante terreno troviamo La Famosissima PORTA DEL TRENO ragazzi, che oggi aveva deciso di sovvertire tutto quello che il prof di filo mi aveva insegnato sul fatto che l’animismo (giustamente direte voi) non è, l’animismo è cari, perchè la porta aveva vita propria, ed era oltremodo rumorosa, anche alle 7 di mattina.Purtroppo fuori dal podio ma nn meno importante, alla 4 posizione troviamo i biscottini del cazzo che ho mangiato al G2 oggi, mandano in cagarella. La postazione n° tre è infelicemente occupata dalla sottoscritta che come al solito, non capisce un’acca.
01.15.08
Scivola il sole al di là delle dune, a violentare altre notti…
Dopo svariati lustri il tecnico del pc, i miei prof, e la vita in generale, hanno avuto un colloquio e successivamente stabilito che “Nicole può tornare ad avere tempo e a scrivere minchiate sul blog”.
No, vabbè, che centra, ho una voglia matta di scrivere e informare tutti che Nulla E’…scherzavo, ma come sono burlona oggi? Il Papa, quello vecchio, bianco, eccetto la croce 1m x 2m che porta al collo, tutta d’oro. Ora, io non farò nemmeno finta per pochi secondi di essere una democratica (per questo adoro Gorgia il Sofista), e invece di “esprimere il mio piùprofondo rammarico”-come Prodi- o “tutta la colpa è della sinistra”-sor Berlusca- io dico: caro Papetto, qui, nessuno vuole rogne, tu, non hai l’età per sostenere masse di studenti inferociti che ballerebbero volentieri la samba nudi su tizzoni ardenti invece che ascoltari, perchè non facciamo una bella cosetta? Tu rimani a Casetta tua, fai il coatto perchè sei il Papa (ma chi sarà poi questo Papa?), continui a vestirti come un Pap…pone (ahah, carina questa) e ognuno si fa i fatti suoi, e vissero per sempre felice e contenti (oddio, SEMPRE, ‘mo te stai a allargà, hai una certa età, ma scialla, un par d’annetti ancora ti restano!).
Punto numero due, il 13 Gennaio io e l’Uomo abbiamo festeggiato il nostro ANNIVERSARIO
, Sabato siamo andati alla mostra che si tiene al Vittoriano su vita morte (e miracoli) di Oriana Fallaci, questa mostra non mi tirava gran che, come non mi tira nemmeno “L’amore ai tempi del colera” tratto e rovinato dall’omonimo capolavoro di Marquez, ma alla fine, dai, ero incuriosita, volevo vedere che cacchio si erano inventati questa volta… un pò riluttante chiedo all’Uomo di controllare e lui mi dice che è AGGRATISE, ok, allora sarà noiosa. Giunti a piazza Venezia, sotto il diluvio universale, risaliamo fino al Vittoriano e entriamo, esterrefatti notiamo che la gente popolava il palazzo e non era costituita da solo ultra 80enni. Entriamo e due ore dopo siamo ancora dentro: la mostra era davvero bellissima e tenuta bene, eravamo sfiniti ad un certo punto e ci siamo accasciati in una sala che, ammobiliata con dei puff che godranno della mia stima per sempre, offriva dei mega schermi con molte delle “Interviste con la Storia” della Fallaci. “Intervista con la storia” è il mio libro preferito e la Fallaci (per i primi 61 anni della sua vita) la mia giornalista preferita insieme a Biagi. Anche se l’articolo celeberrimo sul Corriere della Sera dopo l’11 Settembre 2001, quello intitolato “La Rabbia e L’Orgoglio” (si, proprio quello che era lungo talmente tanto che alla fine hanno pensato di farci un libro)era davvero più che delirante, folle direi. Ma alla fine si sa che i vecchi sono tutti scemi e nostalgici, quindi non gliene faccio una colpa, pretendere che una vecchina di 72 anni si prenda le sue responsabilità, ma siamo matti?
Comunque se ci passate, al Vittoriano, andate a dare 1 occhiata alla mostra, è davvero bella. E Oriana Fallaci era una grossa, lo ammetto, si hai capito bene.
Vado a Nevegal con la scuola a sciare e quest’anno faccio snowboard.
Mi esce continuamente dal piercing pus, e mia madre a forza di tirarmela credo che alla fine godrà della mia imminente cecità.
Devo fare tanta pipì ma non mi va di alzarmi.
Questa canzone è troppo bella(La canzone dell’amore perduto, di De ANDRE’)
Filosofia è davvero troppo bella, sono convinta di essere portata e mi fomento troppo, se nella vita si potesse scegliere di avere 5 anni in più credo che prenderei anche la laurea in questa materia, che spiega sempliemente quello che già sappiamo ma che non sappiamo comprendere fino in fondo, si, fino in fondo.
Anche questa di canzone è bellissima (La ballata di Michè, se non l’avete capito ascolto il mio novello CD di D.A.)
Ho 23 mail nuove che, ovvio, non ho nessuna voglia di aprire perchè sono tutte catene del piffero e messaggi di quei cazzo di “blog” alternativi che rompono tanto i coglioni al prossimo.
Ora la smetto perchè, cito, “le tue inutili cronache della tua vita, non interessano a nessuno”, giustamente.
12.27.07
Sofia
Oggi sono stata in uno di quei quartieri della periferia della mia citta’, uno di quei quartieri dove non ci sono villette, o villone, o palazzi di tre piani. Uno di quei quartieri che il borghese medio Polacco cerca di dimenticare, tratta come se fosse una cosa scomoda, un quartiere pieno di blocchi di cemento di 20 piani, le cosiddette ” case del Comunismo “.
In uno di quei blocchi, al primo piano, abita una vecchina di 84 anni di nome Sofia, questa vecchina nella vita non ha brillato per bonta’, ne’ per santita’, non e’ andata tutte le domeniche in chiesa, ma un rosario al giorno lo recita, non ha dato tanto e non ha mai chiesto piu’ del dovuto.
Sono 12 lunghissimi anni che Sofia non esce di casa. 12 anni. Sofia non riesce a camminare, lo fa a stento reggendosi a una mini-balaustra di ferro perche’ la sua casa di 30 mq e’ troppo stretta per una sedia a rotelle, ha leginocchia gonfie a causa del diabete e non vede: e’ quasi totalmente cieca. Suo marito e’ morto 11 anni fa.
Sofia percepisce una pensione di 1000 slotti al mese : 250 euro. Paga le bollette e le medicine, ne prende tantissime, grazie al Dio in cui crede ha una badante idiota che viene a pulire ogni tanto e le porta da mangiare e un’ infermiera che le misura la pressione due volte al mese, gratis. A Sofia restano pochi soldi per mangiare ma non ha mai chiesto a nessuno nemmeno uno slotto e alla veneranda eta’ che porta non ha mai contratto un solo debito.
Sofia e’ sola, anche se, fortunatamente ha una bella famiglia che le sta vicino.
Sofia sta morendo senza fare rumore e io ho scritto questo post nella speranza che qualcuno la ricordi.
12.25.07
Poi dicono che l Italia e un paese vecchio, questi manco hanno gli accenti!
Il fatto e che sono tendenzialmente distrutta, come direbbe Pri.
L anno sta finendo e io, studiacchiando i Sofisti e avendo subito un duro colpo nell apprendere che ho l interrogazione programmata (da chi?) su Dante Tremante appena torno a scuola, sento il bisogno di impiegare tutto il mio intelletto in un lavoro gravoso e complicato quale i soliti “Special Thanks” di fine anno. Il 2007 giunge ormai a suo termine e tutti noi ci stroviamo a sguazzare nella cacca per i piu strani motivi, chi smadonna perche in fondo (neanche poi TANTO in fondo), NON voleva un pigiama come regalo di natale, chi perche, si, beh…due settimane con la madre in ferie non sono proprio quello che uno definisce una ” vacanza” dalla scuola e chi, come me, si scassa infinitamente i coglioni dall altra parte del globo e ieri sera e stato costretto ad andare alla messa di mezza notte. Ma partiamo dall inizio: verso l ora di pranzo mio nonnino adorato ci interroga: “Voi, domani mattina alle 8 venite in chiesa?” Silenzio imbarazzante della serie: CHI TI SI INCULA. Poi allora nonna, un altra cima, continua: ” Dla czego nie idziecię dzisziaj wieczorem?” che sta per “Perche non ci andate questa sera?”La risposta piu logica sarebbe stata “Perche No.” Ma siccome avevo ricevuto un buon regalo di natale in dinero (600 sbeuri) ho soppesato le due proposte:
1)svegliarsi all alba per andare in chiesa senza voglia sbadigliando ogni 3 secondi e SVEGLIARSI ALL ALBA, RIBADISCO.
2) Resistere fino alla mezza, sorbettarsi un ora di stronzate colossali, fare baracche e burattini e poi buttarsi a letto per morire completamente fino al giorno dopo, diciamo fino alle 13
Certamente scelgo la 2, cosi dopo la piu grande abbuffata MAI vista, mi metto a dipingere una bella natura morta, purtroppo l esito della pittura doveva fungere da monito sulla fine dell agghiacciante serata, in tutti i sensi. Litigo con mia madre pesantemente (PUTTANAAAAA, TROOOOOOIA)poi in preda alla piu verace dignita riprendo la pittura che fino a quel momento era andata di lusso, le pesche erano tutte sfumate e anche le susine, ma il subbuglio interiore mal celato da un sorriso di facciata mi spinge a pitturare delle foglie ornamentali ORIBBILI (con una R e due B). Alle 23.30 usciamo, la strada ghiacciata, mio nonno che scampa la morte con incredibili manifestazioni di CULO enorme, io scivolo, tu scivoli egli scivola, Noi scivoliamo con la macchina e a momenti ci troviamo a tu per tu con Gesu che, tra le cose, sta per nascere, indi per cui non posso nemmeno bestemmiare, sarebbe come dire Porco qwerty, tu conosci qwerty? No, nemmeno io, ecco tutto. Arrivati alla chiesa, che SI nonno, hai costruito tu, come TUTTE, ci sediamo: Nonno, Mamma, Giulia ed Ego. Vicino a me il nulla. Per poco, 5 minuti e la chiesa si riempie, solo vecchi, vecchi, orde di vecchi, io mi impanico e vicino a me si siedono due vecchi (quelle surprise?) che cantano fomentati, fuori tempo, sia canoro, che moderno. La funzione ha inizio, un prete grasso, obeso e paonazzo parla a bassissima voce, quasi vergognandosi, senza mostrare un minimo di contentezza o passione per cio che fa, o cio che almeno professa di fare. Cosi i minuti passano e nell imbarazzante silenzio caratteristico di tutte le figure di merda… accade. Il mio cellulare vibra, squilla, non UNA ma TRE volte… Io, come poi avrebbe ricordato mamma “senza pudore” rido, ma non finisce qui… alla fine della prima canzone, ricopmpostosi il silenzio a me viene istintivo applaudire, seconda figur imme… Ma questo e giustificabile essendo io atea dall eta di 11 anni e non entrando in una chiesa da quando ne ho 13, cioe dal funerale di mio fratello. Poi, la messa e stata scandita dalle risatine mie e di mia sorella che ci sganasciavamo avendo il prete una voce ASSURA, IMPROBABILE, NASALE… una cosa quasi imbarazzante. Alla fine il male alla schiena diventa insopportabile, sbuffo, il gioco e bello quando dura poco e compagnia bella, all Amen finale schizzo letteralemente via tra gli sguardi scandalizzati, imbastisco un segno della croce con la mano destra e fuggo. Fuori… la rinascita, aria pungente mi sferza… cazzo che freddo, scappo verso la macchina sorreggendo nonno malfermo sulle gambe, arriviamo dopo una corsa sfrenata tra i ghiacci alla nostra via e scendiamo e li…. miracolo della scienza, del Natale, di Nonna: la nostra tivvu si sente ovunque, il volume e appalla, nonna, che intelligentemente si era guardata bene dal morirsi di freddo in chiesa, e li davanti e non si accorge che praticamente a Roma stanno segnando i numeri che il Totolotek da.
Ma d altronde qui tutto da i numeri.
Odio gli “Special Thanks”, non vogliatemente a male.