10.02.08

Foto

Pubblicato su amore, foto, io e mia sorella, morte a 5:10 pm di subcomandantanik

In depressione vengono partoriti i migliori scritti, Oscar Wilde era un depresso crconico eppure era un genio, un genio perverso ma un genio. Guardo la foto appesa davanti a me tra la collezione di sottobicchieri e un poster del Che. Siamo io e mia sorella, Giulia. Lei ha sempre avuto cura di me, da piccola quando ero un cicciottina con le trecce e gli spazi tra i denti lei andava all’asilo a picchiare i bambini che non volevano giocare con me, quando stavamo a scuola e mi vedeva fumare mi sgridava, mia sorella era quella sensibile, quella che al funerale di mio padre ha pianto, quella che poi non ne ha MAI PIU’ parlato, in 6 anni non l’ho mai sentita nominare papà  nel bene o nel male. Mi commuovo, piango raramente e soprattutto di rabbia ma per mia sorella non posso fare a meno di piangere. Queste sarebbero una sorta di “parole mai dette” quelle che pensi tacitamente e non esponi per paura di essere giudicata. Giulia non legge il mio blog. Insomma, in questa foto ci siamo io e lei. Io sono sul lettino e sorrido alla macchina fotografica, avrò sei anni. Ho i capelli pettinati in due code, solo la mutandina del costume che anche se si vede poco riconoscerei tra mille, è quello di Tom e Jerry, il mio preferito, anche se poi era quello scomodo, sono sul materassino, mia sorella che ha sette anni nuota a cagnolino accanto a me e mi porta, ancora una volta, mi protegge, anche se fatica, anche se non lo ammetterebbe mai, ha i capelli biondissimi arruffati, il sorrisone perfetto e gli occhini azzurri semi chiusi. Lo sfondo della foto è quasi magico: mare che si confonde con il cielo, davvero.

Questa è la foto più bella che posseggo.