02.05.09
Spirale Ovale
In questi giorni penso molto all’università, ho due opzioni:
-Scienze politiche
-Economia politica
Ovviamente dopo devo fare la scuola di giornalismo.
Si accettano consigli, quella sotto sono io, anche se ho solo un piercing perchè non se ne possono mettere 2 www.faceyourmanga.com

:D
10.02.08
Foto
In depressione vengono partoriti i migliori scritti, Oscar Wilde era un depresso crconico eppure era un genio, un genio perverso ma un genio. Guardo la foto appesa davanti a me tra la collezione di sottobicchieri e un poster del Che. Siamo io e mia sorella, Giulia. Lei ha sempre avuto cura di me, da piccola quando ero un cicciottina con le trecce e gli spazi tra i denti lei andava all’asilo a picchiare i bambini che non volevano giocare con me, quando stavamo a scuola e mi vedeva fumare mi sgridava, mia sorella era quella sensibile, quella che al funerale di mio padre ha pianto, quella che poi non ne ha MAI PIU’ parlato, in 6 anni non l’ho mai sentita nominare papà nel bene o nel male. Mi commuovo, piango raramente e soprattutto di rabbia ma per mia sorella non posso fare a meno di piangere. Queste sarebbero una sorta di “parole mai dette” quelle che pensi tacitamente e non esponi per paura di essere giudicata. Giulia non legge il mio blog. Insomma, in questa foto ci siamo io e lei. Io sono sul lettino e sorrido alla macchina fotografica, avrò sei anni. Ho i capelli pettinati in due code, solo la mutandina del costume che anche se si vede poco riconoscerei tra mille, è quello di Tom e Jerry, il mio preferito, anche se poi era quello scomodo, sono sul materassino, mia sorella che ha sette anni nuota a cagnolino accanto a me e mi porta, ancora una volta, mi protegge, anche se fatica, anche se non lo ammetterebbe mai, ha i capelli biondissimi arruffati, il sorrisone perfetto e gli occhini azzurri semi chiusi. Lo sfondo della foto è quasi magico: mare che si confonde con il cielo, davvero.
Questa è la foto più bella che posseggo.
01.30.08
Ora che il cielo al centro le ha colpite, ora che il cielo, ai bordi, le ha scolpite.
Cosa ti serve da queste vite?
Per iniziare, vorrei ringraziare i gentili commentatori (yuppy!), poi volevo chiarire che il mio non era un post pessimista, semplicemente delle conclusioni tratte dopo lunghissima riflessione.
Oggi, seduta sul muretto della fermata dell’80 a Viale Libia, attendendo, ho guardato una vecchina che aveva il bastone e nella mia mente malata ho pensato <<il bastone da donna è un sacco poetico, lo voglio.>> ma quello che mi ha colpito dopo, come al solito è stato un particolare banale, insignificante, che sicuramente nessuno noterebbe mai: la carta di una caramella si era appiccicata sotto il gommino del bastone e ora lo accompagnava in quella sua instancata danza in giro, vedendo solo grigio, a volte poco più.
Così ho pensato ai papaveri che crescono tra i sanpietrini, e alle sigarette che quando tira vento si lasciano portare finchè una macchina…le schiaccia e tarpa le loro novelle ali invisibili impedendogli un viaggio.
Si, sono animista.
Quando vedo una cosa che è portata dal vento sono contenta che quella cosa si sposti da dove era locata per vedere il nuovo, e sto sempre attenta a dare i calci ai sassi o alle pigne, non distrattamente, quasi con aria annoiata, ma con uno scopo ben preciso: quello di fargli cambiare panorama, per me è come spostare una lumaca che vedo camminare sulla strada, sull’erba.
Penso che alla fine, tutte quelle cose che sposto il giorno dopo non ci sono più se ripasso per quella via. Diventeranno stelle cadenti? Non so. Io manifesto la mia gratitudine verso il mondo così, dandogli la possibilità di essere vario. Così perdo il treno mentre guardo una cosa che non mi serve, una cosa dozzinale come quella semplice margherita che cresce nel muro della stazione. Il treno sarebbero le mille occasioni che ho perso, e per occasioni intendo anche le mille persone che cerco di cambiare illudendomi, facendo, ma senza mai fare abbastanza: è colpa mia.
Domani sarà un giorno lungo e senza parole.
Le persone vedono troppi grattacieli…e non notano più la guardiola del portiere.


