04.13.09

L’amore ha l’amore come solo argomento

Pubblicato su amore, anarchia a 7:18 pm di subcomandantanik

Alla fine di questa bellissima e indimenticabile mini-estate porterò con me tantissime cose, che però rimarranno nel mio privato, MA, una cosa la dirò al mondo:

Giovanni:-”Ah, che palle, le vacanze sono finite e si tornerà alla vita di sempre, ovvero IO che studio come un cane e tu…TU…tu…tu che giri tutti i bar di Roma con le tue amiche!!!”

Rende perfettamente l’idea e spiega anche perchè non aggiorno questo blog vivo per pietà.

02.09.09

Pubblicato su Governo, anarchia, deliri, deliri politicamente schierati, morte, storia a 9:37 pm di subcomandantanik

Presa da sacro furore scrivo in posa scomoda a gambe incrociate sul letto. Mi è venuta l’ispirazione poco dopo aver terminato di guardare Grey’s Anatomy, una delle mie passioni, e non sapendo bene cosa scrivere ho riflettuto molto se parlare della cara Eluana Englaro MA mi sono accorta, grazie al mio cinismo proverbiale che:

a) è morta e non me ne frega quasi nulla

b) grazie a lei la nostra costituzione è in pericolo, di nuovo

Ergo, questa poveretta ha fatto in morte, o pseudo morte, più danni di quandi ne avrebbe mai potuta fare in vita, MA, se come disse Berlusconi “tra quattro anni forse sarà sveglia e magari sarà una bella ragazza che voterà per me” o qualcosa di similmente bacato, allora, cosa avrei dovuto anelare? Sua vita o sua morte? Sinceramente non me ne sbatte una fava: ci sarà sempre qualche “bella ragazza” che vota per B. (e tutto torna alla giusta teoria bella=stupida della quale io sono difetto perchè non sono bella, ma perfetta) e qualche patetica scusa per cambiare la costituzione, l’unica differenza è che Eluana è un nome atipico in my opinion.

Dopo questa ricca insalata di cinismo, cattiveria e un briciolo di metafore, vado a leggere Aristofane, il mio scrittore preferito del momento.

01.29.09

Cien anos de soledad

Pubblicato su Cronache della mia inutile vita, Film, Oriana Fallaci, anarchia, deliri, me, myself and i, noia, poesia a 11:28 pm di subcomandantanik

Sento un profondo dissidio interiore che preme e malgrado la tarda ora penso sia il caso di sfogarmi a modo mio, scrivendo. Quando quasi un anno e mezzo fa ho aperto questo blog io non ne sentivo realmente il bisogno: possedevo già un blog, su Windows Live ma ero troppo bambina, è quasi bello rendersene conto ora, penso sia una di quelle rare volte durante le quali notiamo una reale crescita della nostra persona, il mio fidanzato di turno era quello che oggi definisco frustrato che maschera con presunzione: noi veri presuntuosi non abbiamo bisogno di convincere, siamo troppo superiori. Lui mi convinse del fatto che il blog su WL facesse schifo e io, semplicemente, cambiai blog, oddio, semplicemente no, il mio subconsio non avrebbe mai accettato la sconfitta, quindi lo feci dopo un anno e mezzo, più o meno. Il fatto è che io so scrivere, e quando sai scrivere non ti importa più dell’argomento, ma solo dello stile, delle parole più o meno complicate che puoi usare, quando sai scrivere e parli con qualcuno correggi ogni congiuntivo sbagliato senza perderti le sfumature che pure sono la più bella cosa della parola, scritta o orale che sia. Poi qualcuno ti consiglia, forse proprio quel fidanzato di turno, oppure il migliore amico, che non è il caso che tu appunti sul tuo blog “inutili cronache della tua vita”, testuali parole, ma io ero maturata e quindi di quell’aforisma ne feci una vera e propria categoria. Credo che un intellettuale, quale mi ritengo, perda quel gusto nello scoprire, perchè ha letto talmente tanto che fatica a trovare argomentazioni interessanti: è un pò come l’interrogazione di inglese, al prof non importa quello che dici, importa come lo dici. E noi scrittori siamo così, leggiamo bramosi di cogliere la nefandezza o l’iperbole di genialità, siamo dei narcisisti pronti a godere dell’errore altrui. Personalmente credo di sfiorare la genialità ma di rasentare più spesso la pesantezza, so di avere una vena ironica ma con giusta misura e so di non essere democratica o modesta e non so, invece, con esattezza perchè io lo stia dicendo.

Mi sono resa conto di non essere umana, Io non ho sentimenti, Io non godo e non piango, io posso radere al suolo i miei rapporti interpersonali e stare bene, anzi, più che bene…”piattamente”, se lasci il tuo ragazzo, litighi a vita col tuo ormai ex migliore amico e lasci a se stessa la tua, ormai, ex migliore amica e non stai MINIMAMENTE male, allora devi cominciare a preoccuparti, ed è proprio lì che ti ritrovi a 00.23 del 30 Gennaio 2008 a compitale la guida dello scrittore, pregi e difetti. Ancora una volta confermo che a me non sbatte una fava della sostanza, Io mi reputo la sostanza, la forma, poi, solo quella mi interessa.

Andatevi a vedere “Frost Nixon” l’ho visto sta sera in anteprima: è bellissimo, prima pero’ magari leggetevi la prima intervista di Oriana Fallaci in “Intervista con la storia” a Henry Kissinger, aiuta a capire.

01.11.09

11/01/1999 “Un sogno fu un sogno ma non durò poco”

Pubblicato su Fabrizio de Andrè, amore, anarchia, canzoni, morte, poesia a 3:46 pm di subcomandantanik

 

Vorrei scrivere parole profonde.

Vorrei trasporre le lacrime che scendevano sulle mie guance in un post, in questo post.

Vorrei commemorarlo in silenzio, come certamente avrebbe preferito, ma non riesco.

Quasi tutti i titoli del mio blog sono frasi o titoli di Sue canzoni, pezzi di poesia rubati alle cuffiette del mio mp3, la sua voce calda e rassicurante mi accompagna, fedele colonna sonora della mia vita, ovunque. Spesso cerco di far conoscere de Andrè alla gente che lo schifa, lo critica, lo trova noioso. Poi desisto. Non si può afferrare una mosca al volo se non in rarissimi casi e non si può udire il rumore del vento se non in rarissimi casi.

Sono molte le mie canzoni preferite di De Andrè e quella che andrò a postare forse non è la più bella e di certo non è la mia preferita, ma parla di lui, lo rappresenta come lui stessoo disse in un’intervista. Parla di quel quasi-avvocato genovese che fumava 40 pacchetti al giorno e aveva paura della morte e odiava nelle persone quel loro spargere la vita al vento mentre lui stesso lo faceva e forse per questo si odiava anche un pò. Parla del genio anarchico che lo rappresentò, parla dei suoi bellissimi cd che vorrei spiegarvi tutti, parla di una buona novella quotidiana che forse rimarrà dimenticata, a breve, quando la gente si stuferà de “La canzone di Marinella” ritenendola una lagna e non sapendo che è la storia vera di una 15enne costretta a prostituirsi e buttata nel fiume da un delinquente. Forse è gia successo. Forse la gente è brava a dire che de Andrè fu un poeta senza nemmeno prendersi la briga di ascoltare una canzone bene, a fondo, di carpire le sfumature di “Coda di Lupo”, de “La domenica delle salme” o del “Testamento di Tito”. Forse tra 10 anni ancora non ci sarà nemmeno la trasmissione di Fazio, forse tra 10 anni ancora ci saranno troppe Pausini e troppi Ramazzotti, certo è che di Cantautori non ce ne sono più, è rimasto solo Guccini, quindi io vorrei che per una volta leggeste tutto il testo della canzone e senza fermarvi all’apparenza capiste perchè Faber si sentiva rappresentato da una canzone così.

Addio poeta, anarchico, padre, esempio. Addio a Fabrizio de Andrè.

Bocca di Rosa

La chiamavano bocca di rosa
metteva l’amore metteva l’amore
la chiamavano bocca di rosa
metteva l’amore sopra ogni cosa.
Appena scese alla stazione
del paesino di Sant’Ilario
tutti si accorsero con uno sguardo
che non si trattava di un missionario.
C’e’ chi l’amore lo fa per noia
chi se lo sceglie per professione
bocca di rosa ne’ l’uno ne’ l’altro
lei lo faceva per passione.
Ma la passione spesso conduce
a soddisfare le proprie voglie
senza indagare se il concupito
ha il cuore libero oppure ha moglie.
E fu così che da un giorno all’altro
bocca di rosa si tirò addosso
l’ira funesta delle cagnette
a cui aveva sottratto l’osso.
Ma le comari di un paesino
non brillano certo d’iniziativa
le contromisure fino al quel punto
si limitavano all’invettiva.
Si sa che la gente da’ buoni consigli
sentendosi come Gesù nel tempio
si sa che la gente da’ buoni consigli
se non può dare cattivo esempio
.
Così una vecchia mai stata moglie
senza mai figli, senza più voglie
si prese la briga e di certo il gusto
di dare a tutte il consiglio giusto.
E rivolgendosi alle cornute
le apostrofò con parole acute:
“Il furto d’amore sarà punito -disse-
dall’ordine costituito”.
E quelle andarono dal commissario
e dissero senza parafrasare:
“Quella schifosa ha già troppi clienti
più di un consorzio alimentare”.
E arrivarono quattro gendarmi
con i pennacchi con i pennacchi
e arrivarono quattro gendarmi
con i pennacchi e con le armi.
Il cuore tenero non e’ una dote
di cui sian colmi i carabinieri
ma quella volta a prendere il treno
l’accompagnarono malvolentieri.
Alla stazione c’erano tutti dal
commissario al sagrestano
alla stazione c’erano tutti
con gli occhi rossi e il cappello in mano.
A salutare chi per un poco
senza pretese, senza pretese
a salutare chi per un poco
portò l’amore nel paese.
C’era un cartello giallo
con una scritta nera, diceva:
“Addio bocca di rosa
con te se ne parte la primavera“.

Ma una notizia un po’ originale
non ha bisogno di alcun giornale
come una freccia dall’arco scocca
vola veloce di bocca in bocca.
E alla stazione successiva
molta più gente di quando partiva
chi manda un bacio, chi getta un fiore,
chi si prenota per due ore.
Persino il parroco che non disprezza
fra un miserere e un’estrema unzione
il bene effimero della bellezza
la vuole accanto in processione.
E con la Vergine in prima fila
e bocca di rosa poco lontano
si porta a spasso per il paese
l’amore sacro e l’amor profano.

 

 

“Qualche mio collega sostiene che io sia un falso proletario. Proletario io? Né falso, né vero. A parte che spesso mi sono trovato in bolletta, perché non c’è gusto migliore che spendere i propri soldi, per bagordare e viaggiare con gli amici.
E d’altronde quella di proletario è pur sempre un’etichetta, sicché la rifiuterei in ogni caso, come tutte le etichette che via via hanno provato ad appiccicarmi addosso – di comunista, di democristiano, di socialista, di borghese, perfino di fascista.

Se sono, “più modestamente”, un anarchico è perché l’anarchia, prima ancora che un’appartenenza, è un modo di essere. Lo ero, del resto, fin da bambino, quando preferivo giocare a biglie e, in anticipo sul mio mestiere futuro, inventare parolacce, per strada, con una banda di compagni, piuttosto che stare in casa a fare il signorino di buona famiglia – quale comunque ero, e quale sono rimasto per tanto tempo, vivendo sulla mia pelle la drammatica schizofrenia di chi abita contemporaneamente da entrambi i lati della barricata.
Fu grazie a Brassens che scoprii di essere un anarchico. Furono i suoi personaggi miserandi e marginali a suscitarmi la voglia di saperne di più.

Cominciai a leggere Bakunin, poi da Malatesta imparai che gli anarchici sono dei santi senza Dio, dei miserabili che aiutano chi è più miserabile di loro. Santi senza Dio: partendo da questa scoperta ho potuto permettermi il lusso di parlare anche di Gesù Cristo, prima in Si chiamava Gesù, poi in La buona novella, e oggi mi viene il dubbio che anche lui non fosse che un anarchico convinto di essere Dio; o, forse, questa convinzione gliel’hanno attribuita altri.
Intanto, da Bakunin ero passato a Stirner, e da una visione collettivista ne scoprii una più individualista: dopo tutto ci vuole troppo tempo a trovare gente con la quale vivere le mie idee e così me le vivo da solo. Con una sola regola da osservare, e la osservo proprio perché nessuno me l’ha imposta: anarchico non è un catechismo o un decalogo, tanto meno un dogma, è uno stato d’animo, una categoria dello spirito. E perciò scandalizzatevi pure, se tante volte ho cantato alle feste dell’Unità, ma di rado sono andato in televisione, se firmo contratti discografici che d’altronde non rispetto, e se ho perfino votato per la DC: tra i suoi candidati, in Sardegna, c’era un mio amico, una persona capace, quindi un pessimo politico. Che infatti non fu eletto.

“De Andrè, il suo tema non è organico”, mi diceva sempre, al liceo, il mio insegnante d’italiano. Allora ho cercato di essere organico da adulto, nella coerenza di una ribellione che passa anche attraverso le proprie viltà e le proprie contraddizioni. Senza le quali, ecco l’organicità, un uomo non è un uomo, ma un burocrate, o una macchina, o un cinghiale laureato in fisica”.

(Da Amico fragile. Fabrizio De Andrè si racconta a Cesare G. Romana,
Milano, Sperling & Kupfer Editori, 1991, pp. 60-61).

Fonte: http://iltestamentoditito.blogspot.com/
Link: http://iltestamentoditito.blogspot.com/2008/11/e-adesso-aspetter-domani-per-avere.html

 

(Grazie Teo)

12.03.08

“Fallo, Fallo, sennò non ti piace il fallo” (Mattia Barretta)

Pubblicato su Cronache della mia inutile vita, Governo, anarchia, calcio, deliri, deliri politicamente schierati, inezie, politica Italiana a 10:28 pm di subcomandantanik

Il titolo è la supplica rivoltami da Matt affinchè io muova questa benedetta critica al suo articolo. La supplica, ovviamente, mi ha convinto. Quello che segue è l’articolo:che guevara era leghista.
 
i bambini sono dolci nella loro ingenuità.
la mia tenera sorellina ha dodici anni e si professa comunista convinta, pur non sapendo cosa sia il comunismo. un po’ come quando la tipa che ti piace ti dice “io amo i (qualunque gruppo rock-progressive anni ‘70)” e tu che li conosci solo di nome ti dichiari loro fan e magari citi anche il titolo di una loro canzone che hai scaricato per sbaglio – e che hai subito cestinato – mentre cercavi su emule gli speciali cinema della gialappa’s band.
l’altro giorno mi ha fatto una domanda che mi ha spinto a una profonda riflessione.
“frato, che guevara era comunista?”
ho sondato le mie due possibilità: a) dire la verità e tornare subito alle mie faccende b) dirle in modo serio una stronzata e vederne l’effetto.
e qui ho avuto L’IDEA.
“ma sei scema? era leghista. dai oh, è proprio il simbolo dei leghisti.”
è rimasta un po’ spiazzata ed incredula ma è bastata una frase, sommata all’auctoritas donatami dai miei sei anni in più, perchè abbandonasse ogni remora: “chiedilo anche alla mamma, vedi cosa ti dice”.
ora la mia tenera sorellina di dodici anni odia che guevara.
i bambini sono dolci nella loro ingenuità e comprensibili nella loro ignoranza.
i (numero tra 15 e 19) enni alternativi, residenti in fiera, che snobbano il cantiere perchè i cantierini sono snob e che ascoltano pink floyd, guns & roses e pfm sono tristi nella loro ingenuità e odiosi nella loro saccente ignoranza.
che poi sono gli stessi che fraintendono de andrè e guccini e vanno alla fiera di senigallia a comprare le magliette di “the dark side of the moon” (pink floyd, 1973) perchè è un disco ‘avanti’.
ok, mia sorella è – a quanto dice – comunista ed è convinta che il che sia l’idolo di bossi, ma mia sorella non va in manifestazione e va a letto alle nove e mezza. e soprattutto mia sorella sa di avere dodici anni e NON GIOCA A FARE LA GRANDE INTELLETTUALE ALTERNATIVA.
quest’ultima cosa mi spaventa.
mi spaventa il fatto che nelle manifestazioni studentesche, qualunque sia il motivo della protesta, non si vada oltre un (nome di esponente politico della destra italiana) infame.
una volta, durante una manifestazione, un giovane esponente dell’elitè progressista, tra un “meno gelmini, più pompini” e un “berlusconi merda” tentò di rubare il new era (quel cappellino enorme che da simbolo rappuso è diventato accessorio degli zarri, quello con le iniziali di new york davanti e il bollino oro sulla visiera) a un mio amico.
e fin qui niente di che. il fatto è che la rissa che stava per nascere fu scongiurata da un fattone del servizio d’ordine con la saggia frase “ragazzi, ragazzi, siamo qua tutti per lo stesso motivo, perchè la gelmini è una troia”.
non “perchè siamo tutti contrari ai tagli sull’istruzione” o “perchè, letto il testo della riforma, siamo convinti che non rappresenti un passo avanti per il paese, bensì un passo indietro”. “perchè la gelmini è una troia”.
nella sua allucinata mente altromondista militante c’era presumibilmente questo pensiero: gelmini=troia. ma non è questo quello che mi scandalizza. mi scandalizza la ragione di questo pensiero. non è un suo pensiero. non può essere un suo pensiero: suona troppo come uno slogan. gli hanno detto cosa pensare. QUALCUNO DEVE AVER PENSATO PER LUI. c’è chi lo fa con la televisione, in questo caso invece l’hanno fatto con quei dissennati volantini che escono dalle fotocopiatrici del cantiere. quelli con il titolo che contiene sempre la parola ‘protesta’ in grande e un po’ di parole a caso in piccolo.
uno così non può avere un megafono in mano. uno così non dovrebbe avere neanche le mani. uno così se ha un megafono in mano riempie di stronzate e slogan di bassa lega le teste di ragazzini appena usciti dalle medie che sono andati a quella manifestazione perchè convinti di essere comunisti e che credono che che guevara sia leghista. PENSA PER LORO. dice loro cosa pensare.
e tutti gli aternativi kefiah-style che abitano in via mosè bianchi e comprano solo equo e solidale legittimano questa tendenza.
e ci saranno sempre stronzi con il megafono che urlano slogan. ci saranno sempre ragazzini che pensando di essere dei fini politologi discutono superficialmente di cose che conoscono a malapena.
e ci sarà sempre gente ai concerti degli ska-p.
quindi smettetela di prendervi sul serio. smettetela di giocare ai grandi. smettetela con i vostri discorsi banali e pretenziosi insieme. studiate. documentatevi. e soprattutto ricordate sempre che tra le vostre fila non c’è il nuovo berlinguer e che dei vostri volantini non è mai fregato un cazzo a nessuno e mai fregherà un cazzo a nessuno, come delle petizioni per fermare lo sterminio delle foche o del manifesto di quei quattro hippie fuori tempo massimo che hanno fatto la ‘protesta alternativa’ ovvero sono stati a congelare fuori da scuola per tre giorni. (nei loro confronti mi sento come una madre che osserva il figlio fissato con i pokemon fare delle sue imprese al gameboy il suo principale argomento di conversazione e sorride, sapendo che è solo una fase, che passerà presto)
ma forse sbaglio io a non basare la mia esistenza sul senso di appartenenza a un gruppo.
“si, sbagli tu. sei un peccatore, ma dì dieci idiozie da lettore medio del manifesto e sarai salvato.”
bush ha buttato giù le due torri. bin laden è un combattente per la libertà. dieci, cento, mille nassyria. berlusconi mafioso. gelmini/moratti troia. de corato cane malato. no tav. trionfi la giustizia proletaria. carlo giuliani è un martire.
dax vive e lotta insieme a noi.
ora mi sento meglio.

Raramente cambio colore del font ma quando ci vuole ci vuole. Matt caro. Prima di tutto vorrei rivolgere un appello alla scuola media frequentata da tua sorella, Diana. Andrei da lei e le offrirei un tè, è tipa da te una maestra delle scuole medie, è tipa da tè e da gatto grasso.”Gentile docente, vorrei comunicarle come la mia persona non riesca a capacitarsi del fatto che una ragazzina di 12 anni, o quanti cen’ha, riesca a credere al perfido fratello in piena demenza senile che le comunica il fatto che Ernesto Guevara de la Serna Lynch sia stato fervente leghista. Tralasciando il fatto che il cognome denoti specialmente il fatto di non avere nulla di polentone, anche solo vedendo di sfuggita la famosa foto di Ernesto, si capisce, Cristo, la sua appartenenza a un pensiero politico tendente alla sinistra, enfatizzando sul “tendente”. Quindi, data l’ignoranza della suddetta alumna, e non mi racconti baggianate della serie “ha solo 12 anni”, io a 12 anni sapevo anche qual’era stato l’ultimo pasto del Che, le comunico che lei ha fallito e la sua presunta laurea è stata un regalo del professore che probabilmente si sbatteva.”Detto questo la guarderei col sopracciglio alzato e abbozzerei un mezzo sorriso, scosterei la sedia con eleganza e me ne andrei per tornare da te, Matt, a smotare ogni tua singola parola. Cosa che per inciso farei anche se fossi daccordo, solo per il gusto di farlo. Dicevamo? Ah, si, dopo aver sorvolato sull’ignoranza spropositata del sangue del tuo sangue, passerei a muovere la critica ad altro: è vero, alle manifestazioni ci si và per gridare Gelmini troia, Berlusconi infame e altre carinerie simili, ma, vedi, la manifestazione è un evento di folla, di fomento, si presuma che il manifestante abbia già insite le motivazioni della protesta, non è che quello sul carretto può mettersi a leggere la 133 perchè io, manifestante, la so, sennò non sarei a manifestare e quindi, imprecare e deflorare la persona di Maria Stella Gelmini mi conferisce libertà, poi hai pienamente ragione, esistono individui che vanno a manifestare solo per perdere un giorno di scuola ma a te non dovrebbe fregare nulla. E’ sempre stato così. E poi è tutta una questione di stadio. Il fattone alla peace & love ti ha detto che eravate tutti là perchè la Gelmini è una troia, ha avuto ragione, perchè è vero, perchè è una troia, perchè è LA troia che uccide l’istruzione. Pensa se ti avesse detto : “Ragazzi il decreto legge Gelmini penalizzerà infinitamente la continuità della scuola imponendo pesanti tagli non solo sul personale docente ma anche su quello ATA, inoltre, la ricerca non esisterà più, subiremo la perdita del latino allo scientifico, non esisterà il tecnologico eccetera.” E’ come se allo stadio se Doni sbaglia la parata dalla curva sud si levasse il coro “Oh tu, vile portiere, se fossi virato di 90° a destra l’avresti presa”. Doni recupera la palla e te la scaglia con violenza sul cranio. Così come il tuo amico avrebbe sfogato la sua ira repressa anzichè sul ladro, sul vigilante, probabilmente aiutato dal ladro esasperato come lui. E poi, concedimelo, hai scoperto l’acqua calda, qualcuno pensa per lui? E per TE? Non c’è nessuno dietro ai tuoi yoyo? Dietro al tuo Fallacismo(concedimi il neo-logos)? Dietro alle tue DC (o quali cazzo hai)? Dietro al mio taglio skin-head? Dietro all’AIXAM della mia amica truzza? Dietro a ogni cosa c’è un modo di pensare preimpostato da qualcuno che magari la pensa al modo opposto ma ci svolta sopra. Il signor Philip Morris, immagino tu sappia chi sia, non fuma. Berlusconi è proprietario di Mediaset e Striscia la notizia, il Bagaglino, parlano solo male di lui. Non ti sembra matto? Non pensi che dietro al gelmini troia ci sia proprio la gelmini o chi per lei? Non pensi che dietro TE sia la Gelmini? No? Si chiama PENSARE GLOBALE, PENSARE COLLETTIVO, Orwell docet insomma, e tu hai letto 1984. Ma io credo che al di là di tutto, finchè su 1.000.000 di manifestanti ce ne sarà anche uno solo e uno solamente che ci creda realmente, valrà la pena di manifestare, perchè è l’unica possibilità di urlare e altre 2000 frasi fatte che ti risparmio. Ci sarà sempre quella gente della quale hai fatto un elenco, ci saranno sempre i qualunquisti come te che giocano a fare i veri alternativi della società quando invece sono i più sputtanati, quando invece parlano attraverso luoghi conuni ed elencano problemi senza cercare di trovare soluzioni. Ci sarà sempre un pò di tutto. E ci sarà la gente come me, che vado a TUTTE le manifestazioni e so sempre di cosa si tratta e vedo mani, colori, gente e vedo che per una volta se sono veramente comunista non voglio fare classismo, non voglio fare come te l’intellettuale snob che rifugge qualsivoglia tipo di fomento infantile della 12enne comunista per moda quando all’età di tua sorella, anzi, fino a 2 anni fa, eri esattamente come lei e credevi di avere ragione, come lo crede lei, e tu non ti devi PERMETTERE di sindacare perchè la legge è uguale per tutti lo è stata per te un tempo e ora lo è per lei. I concerti degli ska-p sono uan figata, grazie al cielo Berlinguer non tornerà ma senza vile pessimismo cinistico spero venga di meglio Matt, spero, i volantini nessuno li legge mai, è vero. ma  tu sei quel nessuno, IO sono l’alternativa, IO li leggo. E io sono qualcuno e nessuno e magari anche Diana li leggerà. Finisco ricordandoti che le tue ultime 10 frasi fatte alla “lettore medio del manifesto” sono i titoli del tuo vecchio blog. Vergogna Matt, ti hanno preso. Altro che ”non mi avrete mai come volete mai” a te hanno, ti hanno eccome, appartieni anche tu a un gruppo. Quello degli ignavi, quello dei patetici ignavi che non sanno e negano di esserlo. 

Alla prossima manifestazione vorrei che qualcuno facesse notare a Maria Stella che se toglie il latino allo scientifico per par condicio io non voglio più la matematica.

12.01.08

So What

Pubblicato su Cronache della mia inutile vita, anarchia, deliri, inezie a 9:09 pm di subcomandantanik

Scrivo il post che simboleggerà la mia rinascita con la mia omonima a palla nelle orecchie, Pink, per chi non avesse notato la somiglianza fisica e vocale. Siccome Pink mi mette allegria decido or ora di fornire ai lettori con gioia un resoconto della mia frenetica vita.

Dopo quest’estate il pc mi si è rotto quindi ho solo potuto fornire discontinui resoconti da un pc al quale mancavano le lettere V G B F e francamente al secondo copia-icolla mi stracciavo gli organi riproduttivi. Scoppio di singletudine perchè dopo due anni di poco sesso e molta rottura ho deciso di troncare la mia relazione più lunga, a seguito di questo gesto che mi ha anche fatto arrivare agli 80 fidanzati, mi sono nuovamente sentita una donna libera e indipendente e ho intrapreso attività di devasto psico-fisico come l’occupazione, regno dell’illegale, a seguito della quale ho perso parte della mia integrità morale e qualche neurone (probabilmente in qualche locus amoenus quale il 4 piano (deposito alcool)o in aula docenti(erba libera, per intenderci)) Alla fine di questa occupazione posso dire che:

-Sono stata fomentatrice delle folle nonchè organizzatrice dell’occupazione insieme a clo

-non ho più mangiato pizza siccome il figlio di Falloni (la pizzeria dell’eccesso) era tra gli occupanti

-non berrò mai più vino, nè comprerò 100 euro di vino per 20 persone

-non fumerò mai più alle 9 di mattina perchè quel giorno è stato il mio fondo

-non lascerò che il vicepreside trovi il cadavere di una sambuca da un litro e mezzo

-non lascerò che le mie corde vocali mi abbandonino al primo giorno per una meritata vacanza alle Hawaii

-non darò mai più le chiavi di nulla a Giacomo

-stuprerò chi dico io senza remore

-dormire con gente che russa senza pietà sui cazzo di banchi

e queste sono le cose che certamente non farò, seguono le cose che certamente farò

-un’altra occupazione anche per futili motivi sono per divertirmi come a questa

-vedere giacono il tossico che balla per un ora con sguardo da folle “Non sono una signora” i beach boys e altre bellissime canzoni preistoriche

-fumare la giamaica intera in aula professori

-l’hamburger alle 8 di mattina

-impedirò a Gabba di fumare ancora

-il tè bollente al 3 piano in 10 mentre sotto infuriava l’inferno degli alcolisti

-dire a Emilio che lo odio una cifra (parole esatte)

-ballare ubriachissima con Clo

-sono stata sulle ginocchia del Barzaghi (prof di filo)

Insomma. Ho appurato che NON mi vergogno di parlare in pubblico, anzi. Ludibrio dei ludibri. Dopo il devasto dell’occupazione approvata dai prof (io e Clo costringevamo a pulire), mi sarei dovuta mettere a studiare ma ormai avevo acquisito il ruolo di bella tenebrosa (ahah.)e dovevo mantenerlo così non ho fatto una ceppa di nulla e ho 0 in matematica, vale a dire che ho pisciato TUTTI i compiti. Con summa gioia mi sono data ai pomeriggi al bar e le serate nei C.S. non vado a san lorenzo da 1a vita, ma ciò è buono perche quel posto mi ricorda il mio sfigato, inutile ex ragazzo. Tra le cose il mio cugino di 15 anni si è suicidato, ma non voglio soffermarmi a parlarne, ieri ho anche fatto il botto col motorino. E poi basta. Sono felice, dopo due anni di tristezza a palate, tra poco raggiungerò la maggiore età e ho un vestito per la festa che farebbe arrapare il papa. E’ tutto, credo. ANZI. Ho tagliato i capelli cortissimi e mi sono fatta la frangetta, sono stupenda ovviamente.

Si Matt, al prossimo post ti smonto.

(Eddaje che da single ho ripreso a scrivere con vena ironica !!!!)

09.03.08

Il viaggio potente nel cuore e nel tempo, andata e ritorno.

Pubblicato su Cronache della mia inutile vita, anarchia, inezie a 5:05 pm di subcomandantanik

Da oggi sono ufficialmente a Roma, non so perchè esattamente da Oggi. In realtà sto qua da Domenica, ma sono oggi ho realizzato che l’estate è finita. Ho fatto due conti e ho scoperto che aver perduto la metà equivale a più tempo libero, nel bene e nel male. Infatti. Oggi, teoricamente, avrei dovuto affrontare la prima lezione di pre-pugilistica e dalla prossima settimana inizio due volte a settimana Greco e due Spagnolo. (E si, il tempo cel’ho). Ponte dei morti Isambul, natale Polonia, capodanno Berlino, 13 Dicembre SKA-P. Ho deciso di fare qualche rasta siccome senza più rasatura i miei capelli sono tristi, ora, qando avrò le palle di farlo, leverò il piercing al sopracciglio, me lo farò al naso, 19 Dicembre, anniversario della mia nascita, tatuaggio ma non vi svelo cosa per scaramanzia.

Sinceramente tutti i miei dubbi su una qualsivoglia professione sono svaniti come cenere al vento, e ogni parola è la sintesi del perchè, solamente perchè scelta con amore, con cura, dal lessico, estrapolata da un testo di una canzone o dalle parole di qualcun’altro su un autobus. E ora è solo un altro viaggio, senza la mano di qualcuno che mi accompagna, solo contando su me stessa, per dimostrarmi che io posso.

Il viaggio potente nel cuore e nel tempo, andata e ritorno.

08.28.08

gli eroi son tutti giovani e belli

Pubblicato su Cronache della mia inutile vita, anarchia, deliri, inezie a 5:44 pm di subcomandantanik

Salve. Estate di cambiamenti per lei. Alla fine quest’estate ho fatto delle esperienze colossali ma quella più colossale è stata la sbronza del falò, davvero una cosa disumana, forse è per questo che da quel giorno non ho più nemmeno toccato un Peroncino. Passando a cose più serie. Ho capito che ho 18 anni e non 85 quindi prenderò la mia nuova esistenza come una diciottenne e non come una ottantacinquenne. Intanto quest’estate ho scritto a manetta tante cose, anche novelle in mancanza del pc ma ho perso tutto.  Applausi per il commentatore più strano, ovvero quello che mi ha colpito di più dal 2006 a questa parte (cioè dopo Matt) un certo Michael, apparte la grammatica davvero pessima mi sono piaciute molto sia le mail che il commento. Cominciamo con gli appelli. Chi viene al concerto degli Ska-p il 13 Dicembre a Milano? Io ci vado, fatemi sapere.

Ora inizio un delirio sfattonante. Il mio blog è il PRIMO risultato su google, quindi quando l’ho visto ci sono rimasta malissimo che non sarebbe mai stato aggiornato ad Agosto e mi sono subito precipitata. Scrivo solo perchè Matt mi scartavetra la minchia sennò. Però alla fine sento l’ispirazione da LSD come la chiamo io, cioè quella che ti porta a scrivere pur non avendo argomenti, quella che ti assale dopo mesi che le tue dita non picchettano sulla tastiera, così mi trovo a sperperare al mondo la preziosa notizia del mio aver messo realmente in pratica il titolo fdel blog, o meglio il suo significato insito. D’amore di morte e d’altre sciocchezze.

Bella per voi.

06.16.08

Er vecchio matto gira pe la villa ne le sere d’estate senza luna, e chiappa al volo e infila una ad una tutte le lucciolette in una spilla…

Pubblicato su Cronache della mia inutile vita, anarchia a 3:08 pm di subcomandantanik

Scrivo dal portatile dela sorella del mio Uomo che ha uno schermo enorme e non si impalla. Sarebbe giusto informare i lettori (?) degli sviluppi della mia vita. Ormai sapete tutti che il mio blocco dello scrittore estivo vive e vegeta nello stomaco, perciò è cosa buona e giusta narrare de altro. Per dirla alla latina.

Il giorno prima che uscissero i quadri avevo avvisato tutti, a scanso di equivoci che a me in fondo, piace studiare. Poi uscirono i quadri. Mi sveglio presto e mi do un tono da emo lagnoso(emo MAI) della serie: pantaloni bianchi, maglietta nera, cappello nero, trucco nero e rossetto rosso. Ero bianca e nera, pronta a disprezzare le mezze misure senza palle, cosa che il 5 a chimica, era. Mentalmente ero pronta a fare quello che l’emo medio, quindi lagnoso, fa: si lagna. Con un groppo alla gola, simile a un’eroina tragica anni ‘30 prendo treno e autobus. Fragole Arancioni – Taxi 109 parte dal mio telefonino. Mamma. Che palle, ancora non l’ho visti i quadri, mamma. Glielo dico. Sei uscita senza debiti, mi ha chiamato la mamma di Lorenzo. Porco Dio. Eh? Non è possibile, mamma, vado a controllare io. Più o meno nemmeno ci speravo, figuriamoci crederci. Così arrivo al luogo dell’appuntamento.Incamminati dicono le mie amiche in mostruoso ritardo, lo faccio. Arranco, sulle prime.Corro. La salita grava su di me come su di me grava il peso della verità. Faccie. Saluti. Non mi cago bellamente nessuno, non guardo in faccia i miei compagni di classe. Non voglio che qualche fottuto commesso mi informi. Voglio vedere da sola. Spingo studenti, ossimori di sensazioni riempiono lo squallido corridoio, la bacheca del liceo classico è l’ultima. Tremo. Rocchi Nicole. Promossa senza debiti, 6 crediti.

Sento una sorta di CRACK nel mio cuore. Il mondo ovattato in cui fluttuava la mia mente ignorante è morto. Urlo come una matta.Italiano 9 Matematica 7 fisica 6 CHIMICA 6 Inglese 6 Filosofia 8 Storia 7 Latino 6 ed Fisica 8 Greco 6 e dulcis in fundo Arte 10. Sono immortale.

Mia mamma stentava a crederci, poi mi ha domandato cosa volessi, e ora attendo fiduciosa che arrivi il cane dal canile. Si chiamerà Seila.

06.03.08

vaghezze

Pubblicato su Cronache della mia inutile vita, anarchia, inezie, poesia a 7:10 pm di subcomandantanik

Comincia a delinearsi una bozza della mia estate 2008. Come bozza, così, tanto per rendervene partecipi, non è un granchè. Ma chi si accontenta gode, e Ligabue è arrivato dopo, perciò, si fotta.

 

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