03.22.09
L’ultimo dei sogni (Ratti della Sabina)
Si è fermato il treno all’ultima fermata
vuoto e pieno di parole già discusse
e si è fermato pure l’ultimo dei sogni
in un campo tra i rifiuti e le promesse.
Sono passate mille notti e mille giorni passeranno
fra le nuvole di fumo cancellano i colori
e nei cunicoli coperti dal nero del silenzio
dove il vento neanche passa e ogni luce muore dentro.
E per le strade abbandonate dove Pietà non si è fermata
nei quartieri avvelenati che nasconde ogni città
c’è chi grida e chi ormai tace e chi è stanco d’aspettare
e chi sotto le macerie non sa più che cosa è il sole.
Sono lacrime del tempo che nessuno può asciugare
sono favole proibite per bambini senza nome
e sono fiori che hanno perso di profumo e di colore
sono vele senza vento che non sanno dove andare.
E sotto un cielo fatto a pezzi dalla legge dell’inganno
son cadute le speranze come pioggia dentro il mare
come luci ormai tradite da un futuro che non nasce
che si copre di paura e nel niente poi sparisce.
E si son perse le illusioni fra montagne di parole
sotto muri di tristezza che nascondono la fine
e nelle case di cartone dove fortuna non è entrata
dove le vite sono ombre che anneriscono la strada.
Non c’è fuoco che dia luce a passaggi sconosciuti
non c’è stella che risplenda sopra viaggi malandati
ma è solo terra sopra terra che da polvere e dolore
è solo l’ultimo dei sogni che a poco a poco muore.
E non rimangono che occhi a cercare un po’ di sole
dietro passi senza forza di destini andati a male
e non rimangono che mani dentro mani da scaldare
che si stringono alla vita e che non vogliono cadere.
Per Giovanni
03.05.09
You will be Queen (Just for ONE day)
La prolungata mancanza di post è dovuta alla mia frettolosa partecipazione a un concorso letterario al quale sono stata iscritta perciò non ho molto tempo. Sprecherò tempo che avrei potuto impegnare a scrivere cose migliori e che frutteranno 500 euro ma DEVO chiarire proprio un par di cosette alla gentile clientela.
Di solito non amo essere giudicata: ho la mia personale opinione su me medesima e vado abbastanza fiera del fatto che sia forte tanto da non preoccuparmi degli altri. E così sia, dunque.
Qualche giorno fa ho trovato un commento di una persona che sosteneva il fatto che non potessi diventare giornalista perchè scrivo male (ovvimente offendendomi, l’invidia è una brutta bestia) . Ok, non lo penso, ma potrei accettare la critica sportivamente. Potrei. Eppure non mi sento di farlo in quanto io sono per qualsiasi tipo di opinione antitetica alle mie: discutere mi piace, però non posso proprio accettare che una persona che per me probabilmente non è nessuno venga a sputar giudizi a casa mia senza nemmeno lasciare una mail per avere risposta. Questo è il mio blog, tesoro, l’indirizzo è lungo e complicato e difficilmente ci si capita per caso, ergo, mi domando cosa volessi fare? Un commento-monologo? Eh no. Qui i monologhi li faccio io. Comprendi? Lo spero. Io non cancello mai i commenti ma la stampa anonima proprio non la reggo. La libertà dello scrivere è meravigliosa e non firmare significa non avere coraggio.
Siccome mi ha, oltretutto, dato della borgatara, parlerò terra terra.
Sghì, ‘n chai ‘e palle.