01.29.09
Cien anos de soledad
Sento un profondo dissidio interiore che preme e malgrado la tarda ora penso sia il caso di sfogarmi a modo mio, scrivendo. Quando quasi un anno e mezzo fa ho aperto questo blog io non ne sentivo realmente il bisogno: possedevo già un blog, su Windows Live ma ero troppo bambina, è quasi bello rendersene conto ora, penso sia una di quelle rare volte durante le quali notiamo una reale crescita della nostra persona, il mio fidanzato di turno era quello che oggi definisco frustrato che maschera con presunzione: noi veri presuntuosi non abbiamo bisogno di convincere, siamo troppo superiori. Lui mi convinse del fatto che il blog su WL facesse schifo e io, semplicemente, cambiai blog, oddio, semplicemente no, il mio subconsio non avrebbe mai accettato la sconfitta, quindi lo feci dopo un anno e mezzo, più o meno. Il fatto è che io so scrivere, e quando sai scrivere non ti importa più dell’argomento, ma solo dello stile, delle parole più o meno complicate che puoi usare, quando sai scrivere e parli con qualcuno correggi ogni congiuntivo sbagliato senza perderti le sfumature che pure sono la più bella cosa della parola, scritta o orale che sia. Poi qualcuno ti consiglia, forse proprio quel fidanzato di turno, oppure il migliore amico, che non è il caso che tu appunti sul tuo blog “inutili cronache della tua vita”, testuali parole, ma io ero maturata e quindi di quell’aforisma ne feci una vera e propria categoria. Credo che un intellettuale, quale mi ritengo, perda quel gusto nello scoprire, perchè ha letto talmente tanto che fatica a trovare argomentazioni interessanti: è un pò come l’interrogazione di inglese, al prof non importa quello che dici, importa come lo dici. E noi scrittori siamo così, leggiamo bramosi di cogliere la nefandezza o l’iperbole di genialità, siamo dei narcisisti pronti a godere dell’errore altrui. Personalmente credo di sfiorare la genialità ma di rasentare più spesso la pesantezza, so di avere una vena ironica ma con giusta misura e so di non essere democratica o modesta e non so, invece, con esattezza perchè io lo stia dicendo.
Mi sono resa conto di non essere umana, Io non ho sentimenti, Io non godo e non piango, io posso radere al suolo i miei rapporti interpersonali e stare bene, anzi, più che bene…”piattamente”, se lasci il tuo ragazzo, litighi a vita col tuo ormai ex migliore amico e lasci a se stessa la tua, ormai, ex migliore amica e non stai MINIMAMENTE male, allora devi cominciare a preoccuparti, ed è proprio lì che ti ritrovi a 00.23 del 30 Gennaio 2008 a compitale la guida dello scrittore, pregi e difetti. Ancora una volta confermo che a me non sbatte una fava della sostanza, Io mi reputo la sostanza, la forma, poi, solo quella mi interessa.
Andatevi a vedere “Frost Nixon” l’ho visto sta sera in anteprima: è bellissimo, prima pero’ magari leggetevi la prima intervista di Oriana Fallaci in “Intervista con la storia” a Henry Kissinger, aiuta a capire.
B.X. Sandrone detto,
Gennaio 30, 2009 a 10:49 am
Se dovessi sintetizzare questo post direi solo: Gioia, stile, soddisfazione e presunzione
Aur detto,
Gennaio 30, 2009 a 12:52 pm
“Mi sono resa conto di non essere umana, Io non ho sentimenti, Io non godo e non piango, io posso radere al suolo i miei rapporti interpersonali e stare bene, anzi, più che bene…”
ti serve,
è quello che vuoi da una vita,
ti illudi
ti puoi illudere, magari anche per tutta la vita,
magari pensi davvero di non godere e di non piangere,
di essere solo stile, di non essere umana, lo vorresti proprio per il motivo per cui lo voglio io,
non soffrire,
tu hai le tue viltà e le tue contraddizioni,
quindi sei un uomo,
anzi la donna che AMo.
magari mi sbaglio.
magari hai ragione
se fosse come dici HAI VINTO, complimenti (anche se ancora non ci credo)
dovrei sentirmi offeso. per quello scritto nel post, per quello che mi hai detto guardandomi negli occhi, che quindi era vuoto, solo stile, senza organico. quelle promesse, quelle parole, che allora non erano sincere, parte di un gioco, un gioco stiloso per aumentare la tua presunzione. ma non sono offeso. perchè? perchè non credo a quello che hai scritto, non ancora almeno.
la tua vita non è un gioco stiloso, quello che mi hai detto in faccia era vero,
TU CERCHI SOLO DI SMETTERE DI SOFFRIRE
illuditi (perchè hai preso la strada sbagliata, stò SU QUELLA CATTIVA che fà piangere, ma anche godere, o forse sono solo un maledetto presuntuoso di passaggio)
SPIDERMAN detto,
Gennaio 31, 2009 a 5:53 pm
“OGNI FILO D’ERBA HA UNA MADRE, OGNI FOGLIA E’ CAREZZATA DALLE LIEVI BRACCIA DEL VENTO”……
….TU ANIMISTA…TU TENERO, SPIETATO ANIMALE SIMBOLICO…..TU MENTI A TE STESSA…TU SEI SOSTANZA E GENIO E FORMA, MA NON SAI TROVARE LA STRADA PER IL PROPRIO IDEALE PER CUI PARLI CON NONCURANZA E SFRONTATEZZA PIU’ DELL’UOMO SENZA IDEALI (QUALE IO SONO DIVENUTO).
“DANS LE VERITABLE AMOUR, C’EST L’AME QUI ENVELOPPE LE CORPS”.
AUR HA CAPITO IO HO CAPITO
SPIDERMAN detto,
Febbraio 2, 2009 a 9:51 am
Tanto tempo fa ho visto una bambina, bruna dagli occhi grandi. Camminava attenta, dopo una notte di pioggia intensa, ad evitare piccole e grandi pozze d’acqua. La sorellina, più alta e magra, era di spalle davanti a lei, dietro la mamma che indirizzava entrambe. Era musica e danza.
Ogni genitore ripone tutte le proprie speranze sul futuro dei figli, non importa quanti errori si commettano. La vita è una cosa assurda, senza speranza spesso. L’unica speranza sono quegli occhi grandi che si accendono per un sorriso. Spero che tu abbia una vita lunga e felice e che l’ultimo sguardo che vedrai prima di lasciare il mondo sarà quello di tuo figlio che ti accarezza dolcemente. Cosa che per me non sarà mai. Ti dedico una delle più belle poesie di Cesare Pavese che, purtroppo, rimase vittima della sua depressione a causa di quel vizio assurdo insito nell’uomo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla.
Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.
Non permettere agli errori dei nostri genitori di farti scendere nel gorgo, di pagare per i loro sbagli. Il figlio dell’uomo è il padre dell’uomo. In te sono riposte le speranze di tua madre, forse quelle di tuo padre (anzi sicuramente) e le nostre. Scusami ma stamattina ho scritto di getto.
thematherfucker detto,
Febbraio 3, 2009 a 2:55 pm
vaffanculo eh