10.12.08
E aveva un solco lungo il viso come una specie di sorriso
Oggi, dopo aver passato a casa di Jools una discutibile e perversa nottata, dopo la quale ho trovato i lerci calzini di Pietro nella mia borsa, sono tornata a casa a far nulla e sono rivenuta da Jools, tanto valeva stare qua, direte voi, ma io provo un folle e maligno gusto nel mantenere alto il costo del barile di petrolio, quindi tant’è, sto qui che scrivo con accanto lei che si magna de gusto la zuppetta con le cozze, vongole e lenticchie, dopo che sono uscita di casa sono andata a prendere un caffe e a comprare le sigarette e ho visto una cosa bellissima e alquanto poco insolita, ma carpita nel momento giusto e con la colonna sonora giusta. Stavo seduta sul motorino spento e fumavo ascoltando “L’amore conta” di Ligabue e fumavo, cantavo e fumavo. Poi ho volto lo sguardo verso i platani che costeggiano la strada della suddetta stazione. Niente di nuovo, frotte di foglie gialle, gialle e marroni che colorano abitualmente i nostri molti autunni passati. E poi ne casca una, piano piano, vorticosamente, ma piano, quasi a non voler fare male al duro asfalto sul quale si stava rovinosamente poggiando a causa di una forza maggiore, quella della brezza delle tre del pomeriggio che scandisce come un orologio a pendolo ogni dopo-pranzo di questo mistico mese che è Ottobre. Questo è quello che ho visto. E come dice Jools, si, sono matta.
10.08.08
Elogio alla bellezza della mia Tartaruga, Pistacchio
Mentre, una notte, se n’annava a spasso,
la vecchia Tartaruga fece er passo
più lungo de la gamba e cascò giù
co’ la casa vortata sottinsù.
Un Rospo je strillò: – Scema che sei!
Queste so’ scappatelle
che costano la pelle… -
Lo so: – rispose lei -
ma, prima de morì, vedo le stelle.
Oggi ho ripensato a questa poesia che è stupenda.
Questi ultimi giorni sono stati deastanti, ieri ad esempio, aurei douto studiare molto, eppure, per cause esterne al mio non più libero arbitrio non ho studiato e sono stata tutto il giorno euforicamente in estasi. Ieri sera è enuto Lollo a cena a casa mia e abbiamo fatto l’una, all’una io mi sarei douta rimettere a studiare storia, MA, non mi andaa, così questa mattina a scuola, sono anche entrata alle 9, ho messo in pratica quella che chiamerò “l’arte di arrampicarsi sugli specchi”, ebbene, non solo me la sono caata egregiamente ma ho scritto ben 13 colonne, molto più di chi scriea con cognizione di causa. Sono un fottuto genio.
Al ponte dei morti ado una giornata a Firenze, forse due, chissà, non l’ho mai ista Firenze, cosa inaudita, da oggi sarò anche Sub Ignorante Nik.
10.07.08
alleluja
dopo anni di preghiere mai ascoltate, che hanno contribuito a farmi dientare atea quale sono, oggi è auuenuto il miracolo:
LA PISIPISI E’ ALL’OSPEDALE
Sia fatta la tua uolontà
10.06.08
Occhi di gatto (così il riferimento è soft)
e niente. Informo che mi si è rotta una lettera della tastiera, siccome si è rotta non posso far capire qual’è, perciò:
A B C D E F G H I L M N O P Q R S T U ? Z aete capito? Quindi da oggi sarò sub deficente nik o sub dislessica nik
10.02.08
Foto
In depressione vengono partoriti i migliori scritti, Oscar Wilde era un depresso crconico eppure era un genio, un genio perverso ma un genio. Guardo la foto appesa davanti a me tra la collezione di sottobicchieri e un poster del Che. Siamo io e mia sorella, Giulia. Lei ha sempre avuto cura di me, da piccola quando ero un cicciottina con le trecce e gli spazi tra i denti lei andava all’asilo a picchiare i bambini che non volevano giocare con me, quando stavamo a scuola e mi vedeva fumare mi sgridava, mia sorella era quella sensibile, quella che al funerale di mio padre ha pianto, quella che poi non ne ha MAI PIU’ parlato, in 6 anni non l’ho mai sentita nominare papà nel bene o nel male. Mi commuovo, piango raramente e soprattutto di rabbia ma per mia sorella non posso fare a meno di piangere. Queste sarebbero una sorta di “parole mai dette” quelle che pensi tacitamente e non esponi per paura di essere giudicata. Giulia non legge il mio blog. Insomma, in questa foto ci siamo io e lei. Io sono sul lettino e sorrido alla macchina fotografica, avrò sei anni. Ho i capelli pettinati in due code, solo la mutandina del costume che anche se si vede poco riconoscerei tra mille, è quello di Tom e Jerry, il mio preferito, anche se poi era quello scomodo, sono sul materassino, mia sorella che ha sette anni nuota a cagnolino accanto a me e mi porta, ancora una volta, mi protegge, anche se fatica, anche se non lo ammetterebbe mai, ha i capelli biondissimi arruffati, il sorrisone perfetto e gli occhini azzurri semi chiusi. Lo sfondo della foto è quasi magico: mare che si confonde con il cielo, davvero.
Questa è la foto più bella che posseggo.
10.01.08
Intervista con la storia
Beh, la carriera di intervistatrice della blogger inizia questa settimana, precisamente domenica quando forse sarò a Buona Domenica a intervistare la Gelmini, e no, i commenti a tale fatto non sono richiesti: tutto fa brodo. Le giornate scorrono in fretta e più intensamente del solito, smetto di prendere in considerazione le emozioni così da non avere tanti pensieri che affollano la mia già complicata psiche, penso soprattutto a studiare. Ultimamente leggo molto poco perchè non trovo nulla di interessante da leggere, si accettano consgli, scrivo poco perchè nel poco tempo che ho dormo. Nessuna novità all’orizzione apparte la mia incipiente notorietà. Continuo a essre il terrore dei sette mari sul motorino (leggi–> pericolo pubblico). Vi prego…datemi ispirazione, sto impazzendo. Apparte che non so nemmeno più sul pc da un pò…bah…
Baci da ApaticLand