07.31.08

Ora sappiamo che è un delitto il non rubare quando si ha fame

Pubblicato su deliri, poesia a 3:09 pm di subcomandantanik

Mi piaceva la frase.

07.30.08

Verranno a chiederti del nostro amore

Pubblicato su deliri, inezie, poesia a 8:46 pm di subcomandantanik

Non mi sembra di aver mai detto quale sia la mia canzone preferita. Beh, tempo al tempo e lo dico oggi: Verranno a chiederti del nostro amore, di Fabrizio De Andrè. Per la prima volta il titolo centra con il post, c’è sempre una prima volta. Così in preda a una sosta ispirata nella città e nella calura di Roma prima di tornare a Lido dei Pini vorrei che anche voi capiste perchè è proprio la preferita.

Quando in anticipo sul tuo stupore
verranno a chiederti del nostro amore
a quella gente consumata nel farsi dar retta
un amore così lungo
tu non darglielo in fretta

non spalancare le labbra ad un ingorgo di parole
le tue labbra così frenate nelle fantasie dell’amore
dopo l’amore così sicure a rifugiarsi nei “sempre”
nell’ipocrisia dei “mai”

non sono riuscito a cambiarti
non mi hai cambiato lo sai.

E dietro ai microfoni porteranno uno specchio
per farti più bella e pesarmi già vecchio
tu regalagli un trucco che con me non portavi
e loro si stupiranno
che tu non mi bastavi,

digli pure che il potere io l’ho scagliato dalle mani
dove l’amore non era adulto e ti lasciavo graffi sui seni
per ritornare dopo l’amore
alle carezze dell’amore
era facile
ormai

non sei riuscita a cambiarmi
non ti ho cambiata lo sai.

Digli che i tuoi occhi me li han ridati sempre
come fiori regalati a maggio e restituiti in novembre
i tuoi occhi come vuoti a rendere per chi ti ha dato lavoro
i tuoi occhi assunti da tre anni
i tuoi occhi per loro,

ormai buoni per setacciare spiagge con la scusa del corallo
o per buttarsi in un cinema con una pietra al collo
e troppo stanchi per non vergognarsi
di confessarlo nei miei
proprio identici ai tuoi

sono riusciti a cambiarci
ci son riusciti lo sai.

Ma senza che gli altri ne sappiano niente
dimmi senza un programma dimmi come ci si sente
continuerai ad ammirarti tanto da volerti portare al dito
farai l’amore per amore
o per avercelo garantito,

andrai a vivere con Alice che si fa il whisky distillando fiori
o con un Casanova che ti promette di presentarti ai genitori
o resterai più semplicemente
dove un attimo vale un altro
senza chiederti come mai,

continuerai a farti scegliere
o finalmente sceglierai.

(?)

Qui finisce la mia spiegazione, che realmente non ho spiegato: non mi permetterei mai di storpiare un capolavoro. Proprio non posso, del resto si spiega da sola.

07.08.08

Dicono di me che sono una strega, drogata e truccata e piena di sè…

Pubblicato su Cronache della mia inutile vita, Uomo e Me, deliri, inezie a 5:17 pm di subcomandantanik

Ho il sospetto che sor Cesare abbia pensato la canzone e poi scritto questa strofa avendo davanti la me medesima. Ammetto che come blogger sono davvero l’ultima merda. Non scrivo mai. Sto diventando come una casalinga che sta tutto il giorno a vedere la tivvù. Il fatto è che finalmente ho trovato la giustificazione che mi impone la prigionia casalinga: la pressione bassa.

[piccola nota estemporanea: io sono quella che è nota per la famosa frase, direi quasi un aforismo, cito: "ah rega' c'ho due de pressione...", quindi è normale che qualche amico miscredente non creda in questa mia affermazione. Attendete e vedrete che Giove si è manifestato in tutta la sua grandezza!]

Allora, ho pensato bene Domenica 6 Luglio di affrontare il mare the first time così ho detto a mammina di fare il pieno: si sà, la prima volta al mare ci si va con la mamma in un posto sconosciuto e senza amici così si evitano le grosse figure di merda nel svelare il proprio pallore al prossimo, e nel mio caso vale doppio siccome io sono più bianca di…emh…più o meno…tutti? ok, mamma acconsente e mi dice che mi sveglierà alle 7.30 io ero appena arrivata con l’Uomo, Andrea e Simone alla festa dell’Unità ed erano le 23, non avendo intenzione di scrollarmi dalle palle al popolo delle bandiere del PD per ore ed ore, ed essendoci il concerto di Meg, misi in preventivo di dormire poco, pochissimo, direi.

La mattina dopo (o l’alba dopo?) partiamo, mamma tutta pimpante, io: capelli legati a cipollotto, senza un filo di trucco, occhialoni a schermo di televisore, orecchini con le monetine(zingara style), costume nero con fiorellini carini carini, shorts verdi mela e top viola per completare il tutto con un braccialone a perle bianco avorio e ciabattedi paglia con rifiniture verdi oltrechè a una borsa verde molto chic (quello che io intendo per chic), questo interessante involucro celava un banale sonno della madonna. Il tutto era accompagnato dalla colonna sonora di Shaggy ultimamente mi fomenta e del quale posso, con onore, definirmi una fan. Vabbè, arriviamo allo stabilimento e io mi spalmo sul lettino. Alle 11.50 vado a farmi un tuffo e poi mi abbiocco sul lettino fino alle 13, dopo mamma mi dice che sono un po’ rossina e che è il caso di tornare a casa.

Ustione di 2° grado. Febbre a 39. Porco il Creatore.

[piccola pausa di riflessione: il cane mi ha divorato il dizionario di inglese. Che abbia capito anche lui l'inutilità della materia?]

Il risultato della tarantella è che ieri ho pensato bene di uscire ustionata alla mezza e sono collassata davanti al bar dove facevo colazione con i miei amichetti.

Ma io, eroine dei miei stivali, non demordo e ier’sera fui a San Lorenzo per alcolizzarmi ex novo.

Bartok e io vi salutiamo, oggi ha avuto un approccio sessuale con la mano di una mia amica. Bravo, è tutto la padrona. Io e l’Uomo partiamo per Valencia il 22 e il fatto che in Spagna muoiano donne Italiane a bizzeffe è per nulla cosa buona.