04.13.08
13/04/08
In illo tempore scrissi un post e oggi cerco imbranatamente di rimediare con la coda tra le gambe.
Allora, come mai questo titolo\data? Oggi si vota. Sono assolutamente disperata perchè la vittoria di Silvio (Presidente siamo con teeeee, meno male che Silvio c’è!) è certa quanto il fatto che io mi chiamo Nicole. Perciò ancora poche ore di becere votazioni, alle quali io, giust’appunto, non posso prendere parte e poi via col vento. Ma non voglio dibattere de politica.
Ieri ho trasconso un’atipica serata all’insegna dello chic, ma cominciamo dal principio. Il mio ragazzo si è bellamente perso i documenti della brum-brum, perciò ieri o mi fottevo a casa, oppure uscivo con mia sorella e gli amici suoi, forte della convinzione che restare a casa il sabato sera equivaleva a deprimersi, a mangiare come un’ossessa e a finire un pacco di tabacco, esco cum familia.
Mi vedo con mia sorella (che tra le cosa ha appena aperto il blog più patetico del patetico su Splinder, no comment) e Betta e poi ci vediamo con un amico loro Andrea, che è la patetica fotocopia di Fonzie, quello di Happy Days… e subito corriamo verso la macchina che era un altrettanto patetico incrocio tra una macchina d’epoca e una macchina moderna rosso fuoco=vistosa= vergogna per me. Non aveva nemmeno la radio, però alla fine era molto caratteristica, arriviamo a Trastevere che è il quartiere più bello di Roma nonchè fulcro della vita della gioventù.
E qui aprirei una parentesi: esistono due quartieri per chi fa “vita notturna”, cioè più di due, ma i migliori sono quelli; San Lorenzo, ciudad universitaria, nonchè ricettacolo di punkabbestia, alternativi, drogati et cetera, avete catito l’antifona, il quartiere è alle spalle della Sapienza e và dal cimitero monumentale Verano, fino alla stazione più grande d’Italia, Termini. Via del Volsci è quella principale, oltre a via Tiburtina ovvio, poi c’è ” ‘a piazzetta”, covo di gente improbabile sbragata nelle pose più strane che si fa le canne, beve e chiacchiera, alle spalle della piazzetta c’è il pub dove lavora Luca, mio cognato, l’Hera Hora, locale mucho famoso per i suoi prezzi bassi, gli shot a 1$, affollatissimo, bello e accogliente (Luca, damme li sordi) è sito in via degli Aurunci. Vicino a piazza dei Campani, c’è il Nostro Pub, l’Overtime, ludoteca, un pò caro, ma davvero bello.
Poi c’è Trastevere. Trastevere si snoda, appunto, lungo il tevere. Mettetevelo in testa: on the road si trovano solo alternativi o rimorchioni, i precisi vanno a ballare e comunque ce ne sono pochi, il fulcro della vita Trasteveriana è Piazza Trilussa, una cachettina di piazza fornita però di lunga e larga scalinata e la scalinata si sà, sta al drogato, come la canna sta a Bob Marley e l’hamburger sta a Poldo. Piazza Trilussa mi sta sul cazzo, non per cosa, l’atmosfera è bella e accogliente ma:
a)non accetto che facciano gli alternativi i figli di papà del cazzo che hanno i soldi che gli fuoriescono gentilmente dal sederino. E a Trastevere sono TUTTI così.
b)costa tutto troppo, cioè al pub ci lasci un rene.
c)trovare parcheggio è una tortura simile alla morte
d) ci sono dodici risse al secondo, a San Lollo al massimo succede una rissa tra cani di punkabbestia
e)è sempre strapieno di gentaccia
Vabbè, si, insomma, siamo andati in 8 a mangiare a “Birreria Trilussa”, menù fisso, pizza birra& fritto a 8.50$, dopo 1 ora, dopo Milan-Juve, dove discussioni politiche, dopo ciò, ci appropinquiamo verso “Good” pub chic dal proprietario vecchiotto pancione, romano, marpione, Claudio, Claudio è amico di mia sorella e Piera così ci riserva una saletta con poltrone di raso retrò, candele e cassapanche in mogano. Ci accomodiamo. Claudio è un uomo sulla 50ina eppure molto giovanile. Dice al cameriere (complimenti a mamma, vero Piera?!) di tarattarci bene, e ovvio, solo birre medie. Si rifiuta di servisci birre piccole, davvero. Allora io, sorella e Piera prendiamo una Peroni Gran Riserva media, Betta e Matteo un Rossellini, Andrea e Angela un Aperol Spitz. Ci portano due sacchi di noccioline e Claudio ci fa l’occhiolino per farci capire che sono omaggio, chiacchieriamo tanto e di tutto, tutti vestiti eleganti, tranne me che mi ero sforzata alla fine il mio aspetto era: Globe grigie e nere coi teschi, pantaloni a sigaretta verde acqua scuro, magliettone nera con stampe bianche, golf cortissimo grigio e borsa di H&M di tessuto e pelle, occhi neri, rossetto rosso, capelli ricci e code, anche se ero l’unica senza gonna ero la più vistosa, ovvio. A mezzanotte e mezza usciamo e ci andiamo a fare una passeggiata, poi ci mettiamo a piazza trilussa e parliamo, o meglio ci scanniamo sulla religione.
Alle 3 e mezza ero a casa, le cose chic non fanno per me.
Auguri a me e all’uomo, oggi 15 mesi.