04.03.08

Repeat

Pubblicato su Cronache della mia inutile vita, Uomo e Me, amore, anarchia, inezie, morte, poesia, storie brevi a 5:13 pm di subcomandantanik

Studio Latino e ascolto Faber, spesso, come ora, capita che durante una canzone mi venga l’ispirazione così blocco il CD in Repeat e ascolto quella canzone per tutta la durata della scrittura.

Pensavo, riflettevo. Io voglio troppo. Io non sono una normale quasi-diciottenne che pensa alle cose futili di ogni giorno, a ballare, a ridere e a scherzare. Io mi guardo intorno. Vedo. Soffro. Mi butto a capofitto nelle vite altrui e, forse, dò troppo valore all’amicizia.

Il mio occhio è sempre volto al futuro, al mio, si intende. Voglio davvero diventare quello che vorrei, d’altra parte una sorta di pessimismo cosmico mi invade a tratti e penso che alla fine non sono nulla di speciale, non sono nulla di diverso dallo stereotipo della ragazzina media.

Non sono nemmeno libera. Libera\o è colui\ei che vive senza farsi tutte queste domande, come me le faccio io, libertà è la forza di non dire una cosa, piuttosto che di dirla. Libertà è essere daccordo con la massa e non vergognarsene, libertà è la forza di farsi portare dalla corrente senza remare contro.

Non sono depressa, o cosa. Credo semplicemente che la mia vita sia una sofferenza insita. Io vivo continuamente aggrappandomi alla bellezza di un minuto. Alla grazia delle piccole cose. Quando sto sul motorino io mi perdo nel tornado di polline tra gli alberi. Quando torno a casa da scuola, sul treno, io guardo la gente e voglio per forza immaginarmi che questa persona abbia una vita peggiore della mia, perciò sorrido come un ebete.

D’altra parte so che tutto questo finirà. Nell’attesa che finisca l’uomo può solamente fare ciò che ama nel mio caso:scrivere, leggere, ascoltare De Andrè in repeat, stare le ore da Feltrinelli e immergere il naso nelle pagine per godere dell’odore delle pagine nuove, guardare un foglio bianco e avere voglia di riempirlo, immergere la faccia sotto l’acqua di un bagno caldo e vivere nell’eterna certezza che qualcuno mi voglia bene, qualcuno mi ami. Io ne sono fermamente convinta. E quando passo una bella giornata io me la rivedo nella mente

Forse un pò sono timorosa del futuro, in generale, perciò blocco il CD in repeat. Dà sicurezza.

Il tornado del polline è eterno.

L’acqua è sempre quella, così come l’odore della carta economica nuova.

Che blog di merda

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