04.28.08
D’amore, di morte e d’altre sciocchezze
Io sono una dittatrice, tengo in pugno le vita di miliardi di uomini. Racchiudo detro di me l’essenza dell’attimo che fugge, e, per un momento di anarchia abbellisco, rovino, copro di sciocchezza le vite degli esseri perfetti. Sono una grande invenzione, sono una grande rovina, sono tutto.
D’altro canto sono esattamente come chi mi utilizza, nasco, esisto, muoio. Non penso, non vorrei mai, ma forse, gli altri mi pensano così. Dita. Nella mia vita vedo solo quelle. Sono molte, sono varie, sono ad una ad una tutte diverse tra loro. Tengo nel pugno un pugno, scopro la vita dell’utente al suo tocco, l’utente dipende da me, senza di me non è nulla.
Come contro ogni dittatura, anche contro di me c’è una resistenza, una resistenza fallimentare, oserei: mi ha ideata un uomo che non mi utilizzerà mai. Mi utilizza un uomo schiavo, servo di un padrone che si serve di me.
Ma quando il fuoco arde, quando io muoio consunta su un marciapiede, sotto una scarpa, giù da un terrazzo, io lancio un monito: sono quello che sarete.
Sono una nullità suicida, proprio come voi fumatori.
04.23.08
De profundis
Mi guardo intorno, prima ero in un luogo sterile che ricordava vagamente le sale d’attesa degli ospedali, ora sono in uno squallido bar che fa angolo con una squallida strada, popolata da squallida gente. A dire il vero pare che nessuno abiti qui, ci sono palazzi alti e pieni di appartamenti. Ma nessuno ci abita. Non so esattamente come faccia a saperlo ma lo so. Ora sono seduto, nel bar intendo. Mi guardo le mani rugose, vedo i peli radi che coprono le braccia, i muscoli ormai flosci, sospiro. Mi accendo una sigaretta. Mi guardo intorno, guardo l’ora, picchetto sul tavolo nervosamente con le dita. Chiedo a una cameriera inviperita l’ora ma lei non mi degna di uno sguardo. Allora mi stendo quasi sulla poltroncina putrida di velluto rosso rovinato. e appoggio i gomiti sul tavolo di linoleum bianco. Spengo la sigaretta, bevo distrattamente il caffè diluito che ho davanti, senza zucchero. Pare ch’io stia aspettando qualcuno, chi? Non importa, inganno il tempo, finito il caffè ne bevo immediatamente un altro. Questo senza sorpresa, quasi fosse il continuo dell’altro. Nel mentre mi accendo un’altra sigaretta un tipo dall’aria professionale si siede dinanzi a me.
Piacere, dico
Piacere, dice
Improvvisamente mi sorride, non l’avevo previsto, sono imbarazzato, dovrei conoscerlo?
Senta, mi faccia la cortesia, ho scordato perchè sono qui, devo essermi smarrito, dico
Sorride, tutto questo sorridere mi da ai nervi ma capisco che se lo caccio non tornerà e allora si che sarò solo, mi sforzo, sospiro, ripeto
Davvero, le ruberò solo cinque minuti, sa io sono un notaio, una persona facoltosa
Ok, ok, lo ammetto, sto facendo il gradasso
Oh…senta, lei non ha dimenticato un bel niente, mi creda
Ma cosa vuole lei? Le dico che ho dimenticato, glielo giuro
Mi sto arrabbiando, non devo, calma, calma
Senta, deve credermi, lei si fida della gente?
Ma mi faccia la cortesia! Lei ha capito o no che faccio il notaio! Non può nemmeno immaginare quanta gente ho conosciuto e posso con ragione affermare che i disonesti sono più numerosi degli onesti, questa mia conoscenza empiristica mi porta ad affermare con ragione che non devo fidarmi.
Sulle prime assume un’aria grave, poi riprende lo stesso identico sorriso irritante
Capisco, sa…io sono giudice…
Ok, allora?
Beh, volevo sapere, lei è credente, intendo Cristiano Cattolico…?
Oh, certamente, chi non lo è? I comunisti, gli anarchici e i No Global, ma non sono praticante, più che altro non ho voglia di andare in chiesa.
Capisco…capisco…
Sulle prime sono seriamente stizzito, non so cosa vuole da me quest’uomo. Sorride enigmaticamente, ma il sorriso è sincero, quasi divertito…
Bene signore, vuole accomodarsi con me fuori? Le mostrerò un paio di cose che sono certo troverà interessanti!
Il conto?
Conto?
Si, sa, ho bevuto due caffe e comprato un pacchetto di Winston.
Ah, il conto, certo, non si preoccupi di quello, faccio io.
Non mi lamento, del resto mi sta facendo perdere un sacco di tempo. Usciamo, traffico, smog, rumore rassicurante, volti noti ma non riconoscibili. Accendo una sigaretta.
Adesso le dirò una cosa che la lascerà certamente credere che io sia pazzo, che io abbia seri problemi mentali, non è così.
Dica…
Lei è morto.
Certo! Sono morto! Ma senti qua qest’uomo!
Comincio a credere che siate tutti uguali, le battute che dite sono sempre le stesse.
Ci credo! Di pazzi come lei ce ne sono in giro, mi faccia il favore, io sono notaio, sono una persona facoltosa, le ho gia detto…
Mi interrompre, mi leva la sigaretta dalla bocca, tirà, tossisce
Anche questo lo provo sempre..
Non me ne frega un cazzo, lo dico
Non me ne frega…
…un cazzo, si, si, vada, fugga, per andare? Cosa dirà al taxi?
Impietrito, non lo so, a dire il vero non ricordo dove abito.
emh…
Ecco, vede, lei è stato notaio ma non si è mai fidato del prossimo così è morto solo, tumore maligno ai polmoni, lei non ha un volto da poter ricordare o una situazione che gli provochi nostalgia, questa è la sua casa, lei qui non ha bisogno di soldi o di lavoro, non può innamorarsi, o piangere, o meglio, non può dirlo manifestatamente, perchè qui le anime vivono con chi è morto che ha influito sulla loro vita. Vede?, lei è credente eppure non ha nulla del buon cristiano, disprezza il prossimo, ora mi scusi… il mio compito è finito.
Ma come?! Se volessi andare da quella donna e dirglielo? Intendo che la amo!
Provi
Provo, vado verso la donna e le dico………non le dico nulla perchè mi passa frettolosamente attraverso.
Le persone come lei sono destinate a fare i casellanti su questa autostrada..
E il paradiso? L’inferno?
Ahahahah! Anche questo lo chiedono tutti!
Sparisce
/—————/
Mi sveglio, spengo la sveglia, mi ascuigo il sudore, doccia, vestiti, ahah che stronzata, io non ho mai fumato.
In quel momento Lizzie buttava una sigaretta vicino al benzinaio sotto casa, esplosione, morti, morto, morte.
04.20.08
13/01/07
Si, lo so che la data è errata e qui solo una persona può capire.
Quella persona sei tu, tu che illumini le mie giornate di immenso.
Che sei l’anafora della poesia che è la vita.
Che mi ami incondizionatamente per quello che sono.
Che non mi chiedi nulla e che per me sei il paradiso.
Queste poche righe sono per te e per dirti che un sabato sera passato in macchina parcheggiati a C.so Francia, coi sedili abbassati, De Andrè e le parole, è stato il Sabato sera più bello della mia vita.
Una vita che voglio passare con te, che non sarà mai monotona o banale, sarà La Vita, una dolce routine infinita simile al vortice dei lussuriosi del V canto dell’Inferno: non c’è nulla di più caldo, dolce e soave.
Ti amo
04.17.08
17/04/2008
Fratelli d’Italia, sebben non si sia destata e se, a ben volerne parlare, non avrei la minima intenzione di essere vostra sorella. Mi raccolgo qui per rammendare alla capitale la giusta scelta da fare al ballottaggio: Rutelli sindaco per una Roma che non si è mai pentita di aver avuto 12 e passa anni di sinistra, perchè rinnegare? Perchè mentire? Perchè?
Vi lascio con uno scritto sublime:
Serepta Mason
Il fiore della mia vita avrebbe potuto sbocciare da ogni lato
se un vento crudele non avesse intristito i miei petali
dal lato di me che potevate vedere nel villaggio.
Dalla polvere io innalzo una voce di protesta:
voi non vedeste mai il mio lato in fiore!
Voi che vivete, siete davvero degli sciocchi,
voi che non conoscete le vie del vento
nè le forze invisibili
che governano i processi della vita.
(dall”Antologia di Spoon River”- Edgar Lee Master)
04.16.08
16/04/2008
Da domenica ormai, l’italia, quella che si è dimostrata essere la peninsula di tanti Neroni, quella con la i minuscola, è di nuovo sotto il governo Berlusconi. Questo, torna ad essere un blog politicamente schierato, che vuole trasmettere un messaggio comunista di libertà. Dobbiamo iniziare una politica di resistenza antipassiva, dobbiamo agire e farci sentire, dobbiamo dimostrare che dare ai cittadini un contentino togliendo L’ICI e aggiungendo una quantità di altre tasse [cit."questo infausto compito ci pesa, ma è necessario"(Silvio Berlusconi)] alternative, prendendo per scemi gli Italiano, quelli che capiscono qualcosa, quelli con la I maiuscola… è patetico, arrivista, nonchè un colpo basso verso quei poveri cives che hanno votato Berlusconi riponendo in lui i propri sogni(ma come si fa?).
Un saluto a Romano Prodi e ai suoi OTTIMI due anni di presidenza del consiglio: solamente gli stolti non converrebbero con me nel dire che, forse, l’Italia non è stata oggetto di patetiche battute da parte del Mondo per due anni di fila. Prodi, inoltre, si è dimesso dalla presidenza del PD. Veltroni oggi si è profondamente rammaricato apprendendo quello che gli veniva comunicato da Prodi stesso e che poi sarebbe stato confermato in sede pubblica e ufficiale da Sircana, il portavoce dell’ormai ex premier.
Un imbocca al luco a Rutelli, candidato al Campidoglio, sindaco della Capitale per ben due volte e anche se incappato della trappola del ballottaggio noi confidiamo di vedere l’UDC dalla nostra pare e magari anche le altre liste, perchè anche io all’inizio non ero per Rutelli, ma su, andiamo, tutto tranne Alemanno.
Un meno a Veltroni, il quale nella conferenza di ieri ha dichiarato che:”sul voto che gli Italiani hanno dato è pesato il giudizio negativo attribiuto al governo Prodi”. Davvero un colpo basso all’ex collega che, giustamente, si è sentito offeso da un’affermazione quanto mai falsa e assolutamente da leccaculo di ItalianI fascisti e berlusconiani i quali hanno nuovamente reso l’Italia la cloaca maxima del mondo.
Per quanto riguarda il bel quadretto su tutti i giornali, ovvero Bossi (allora E’ VIVO!), Berlusconi (demagogo, fascista e filo-americano), Lombardo (per questo Bossi non si schifava…troppo, già perchè COMUNQUE tra loro sedeva Silvio), Fini(lacchè, servo dei servi), si, ho avuto il volta stomaco e sono corsa a fare la RIVOLUZIONE!
Nicole Rocchi
04.14.08
Recitativo
Mi dispiace infangare il buon caro nome di Faber per una causa cosi nefasta ma devo, e per far capire quanto sono incazzata e schifata non userò nemmeno le virgole.
Allora da dove posso cominciare…massì cominciamo da principio cominciamo da fatto che sono due anni fottuti che non tratto politica perchè non c’era nulla da dire perchè tutto andava bene e perchè finalmente in Italia c’era ciò che fa tanto schifo agli Italiani cioè democrazia onestà e risanamento del deficit pubblico. Diciamo che l’ultimo intervento riguardava la gioia per le elezioni vinte da Prodi.
CAZZO. Questa è un’invettiva contro la sagra della merda che ci passa e passerà d’ora in poi sotto agli occhi. Questo è un intervento senza virgole urlato contro a chi ha votato quel nano di merda rotto in culo truffatore ladro del cazzo. Questo è un augurio per tutti quelli che l’hanno votato: vi possano cascare le palle e il pisello e se siete donne vi si possa chiudere la figa con l’infibulazione come fanno ai neri che tanto disprezzate. Davvero, vi auguro la morte, morte che in primis deve colpire quella merda, quel meno di zero, quel fottuto servo dei servi, occazzo uso le virgole.
Come vi sentite a votare un tizio patetico e ridicolo che si corpre delle risate dell’europa? che canta canzoni imbarazzanti, si trucca, si impianta capelli, si mette i tacchi, il travestito è lui. Altro che Vladimir Luxsuria. Ma l’avete sentito l’inno del PDL? Cioè è…ridicolo, non trovo aggettivo migliore: “presidente siamo con te, meno male che silvio c’è”. Silvio. Silvio?. Sei un amico mio?, no. E ALLORA PERCHE’ CAZZO TI FAI CHIAMARE SILVIO, DIAMOCI DEL VOSSIA. La cosa triste e nello stesso tempo perversa è che nessuno ammette mai di averlo votato, nessuno. La cosa doppiamente triste è che chi lo vota e lo amette di solito è un nostalgico degli anni fascisti il che è indicativo perchè ci fa capire come il Popolo della Libertà non sia altro che una sialba fotopia a colori di quella che è tutto tranne che democrazia.
Mi dispiace davvero. Da oggi è guerra, e come dice Simone, il primo che si lamenta sono calci in culo fino a farlo sanguinare. Mi dispiace davvero. Per VOI. Perchè io FORTUNATAMENTE sono mezza Polacca e mia madre è “una clandestina di merda” laureata con 110 e lode in biologia marina a Trieste. Quindi alla fine io, come diceva Gaber, non mi sento Itlaliana, ho questa fortuna.
Io.Voi?
04.13.08
13/04/08
In illo tempore scrissi un post e oggi cerco imbranatamente di rimediare con la coda tra le gambe.
Allora, come mai questo titolo\data? Oggi si vota. Sono assolutamente disperata perchè la vittoria di Silvio (Presidente siamo con teeeee, meno male che Silvio c’è!) è certa quanto il fatto che io mi chiamo Nicole. Perciò ancora poche ore di becere votazioni, alle quali io, giust’appunto, non posso prendere parte e poi via col vento. Ma non voglio dibattere de politica.
Ieri ho trasconso un’atipica serata all’insegna dello chic, ma cominciamo dal principio. Il mio ragazzo si è bellamente perso i documenti della brum-brum, perciò ieri o mi fottevo a casa, oppure uscivo con mia sorella e gli amici suoi, forte della convinzione che restare a casa il sabato sera equivaleva a deprimersi, a mangiare come un’ossessa e a finire un pacco di tabacco, esco cum familia.
Mi vedo con mia sorella (che tra le cosa ha appena aperto il blog più patetico del patetico su Splinder, no comment) e Betta e poi ci vediamo con un amico loro Andrea, che è la patetica fotocopia di Fonzie, quello di Happy Days… e subito corriamo verso la macchina che era un altrettanto patetico incrocio tra una macchina d’epoca e una macchina moderna rosso fuoco=vistosa= vergogna per me. Non aveva nemmeno la radio, però alla fine era molto caratteristica, arriviamo a Trastevere che è il quartiere più bello di Roma nonchè fulcro della vita della gioventù.
E qui aprirei una parentesi: esistono due quartieri per chi fa “vita notturna”, cioè più di due, ma i migliori sono quelli; San Lorenzo, ciudad universitaria, nonchè ricettacolo di punkabbestia, alternativi, drogati et cetera, avete catito l’antifona, il quartiere è alle spalle della Sapienza e và dal cimitero monumentale Verano, fino alla stazione più grande d’Italia, Termini. Via del Volsci è quella principale, oltre a via Tiburtina ovvio, poi c’è ” ‘a piazzetta”, covo di gente improbabile sbragata nelle pose più strane che si fa le canne, beve e chiacchiera, alle spalle della piazzetta c’è il pub dove lavora Luca, mio cognato, l’Hera Hora, locale mucho famoso per i suoi prezzi bassi, gli shot a 1$, affollatissimo, bello e accogliente (Luca, damme li sordi) è sito in via degli Aurunci. Vicino a piazza dei Campani, c’è il Nostro Pub, l’Overtime, ludoteca, un pò caro, ma davvero bello.
Poi c’è Trastevere. Trastevere si snoda, appunto, lungo il tevere. Mettetevelo in testa: on the road si trovano solo alternativi o rimorchioni, i precisi vanno a ballare e comunque ce ne sono pochi, il fulcro della vita Trasteveriana è Piazza Trilussa, una cachettina di piazza fornita però di lunga e larga scalinata e la scalinata si sà, sta al drogato, come la canna sta a Bob Marley e l’hamburger sta a Poldo. Piazza Trilussa mi sta sul cazzo, non per cosa, l’atmosfera è bella e accogliente ma:
a)non accetto che facciano gli alternativi i figli di papà del cazzo che hanno i soldi che gli fuoriescono gentilmente dal sederino. E a Trastevere sono TUTTI così.
b)costa tutto troppo, cioè al pub ci lasci un rene.
c)trovare parcheggio è una tortura simile alla morte
d) ci sono dodici risse al secondo, a San Lollo al massimo succede una rissa tra cani di punkabbestia
e)è sempre strapieno di gentaccia
Vabbè, si, insomma, siamo andati in 8 a mangiare a “Birreria Trilussa”, menù fisso, pizza birra& fritto a 8.50$, dopo 1 ora, dopo Milan-Juve, dove discussioni politiche, dopo ciò, ci appropinquiamo verso “Good” pub chic dal proprietario vecchiotto pancione, romano, marpione, Claudio, Claudio è amico di mia sorella e Piera così ci riserva una saletta con poltrone di raso retrò, candele e cassapanche in mogano. Ci accomodiamo. Claudio è un uomo sulla 50ina eppure molto giovanile. Dice al cameriere (complimenti a mamma, vero Piera?!) di tarattarci bene, e ovvio, solo birre medie. Si rifiuta di servisci birre piccole, davvero. Allora io, sorella e Piera prendiamo una Peroni Gran Riserva media, Betta e Matteo un Rossellini, Andrea e Angela un Aperol Spitz. Ci portano due sacchi di noccioline e Claudio ci fa l’occhiolino per farci capire che sono omaggio, chiacchieriamo tanto e di tutto, tutti vestiti eleganti, tranne me che mi ero sforzata alla fine il mio aspetto era: Globe grigie e nere coi teschi, pantaloni a sigaretta verde acqua scuro, magliettone nera con stampe bianche, golf cortissimo grigio e borsa di H&M di tessuto e pelle, occhi neri, rossetto rosso, capelli ricci e code, anche se ero l’unica senza gonna ero la più vistosa, ovvio. A mezzanotte e mezza usciamo e ci andiamo a fare una passeggiata, poi ci mettiamo a piazza trilussa e parliamo, o meglio ci scanniamo sulla religione.
Alle 3 e mezza ero a casa, le cose chic non fanno per me.
Auguri a me e all’uomo, oggi 15 mesi.
04.07.08
I partigiani sparavano per non veder più sparare
Oggi, come potrete ben pensare non sono andata a scuola. Perchè? Per studiare. Si, è un controsenso, ma è così. Ma prima di cimentarmi con la configurazione elettronica e Platone, mi dedico al blog.
Ieri, con L’Uomo, abbiamo visto un film, ultimo di una serie cominciata con “Viva Zapatero!”(bellissimo, sotto elezioni la visione è consigliata), “Le ragioni dell’Aragosta” (anche questo davvero bello), e in ultimo, appunto “Lavorare con lentezza” il film è ambientato nella metà degli anni 70 e tratta delle vite incrociate di diverse persone residenti a Bologna, vite che confluiscono in un’unica esperienza finale scandita dal furore del post ‘68. A me questo film ha ricordato il G8 di Genova; massì, quello dove è morto Carlo Giuliani, ucciso dalla polizia fascista Italiana.
E’ un pò che ci penso. Povero ragazzo, per me è un vero eroe, così questo intervento è solo per ricordarlo e ribadire che Carlo Vive, i Morti siete VOI.
04.03.08
Repeat
Studio Latino e ascolto Faber, spesso, come ora, capita che durante una canzone mi venga l’ispirazione così blocco il CD in Repeat e ascolto quella canzone per tutta la durata della scrittura.
Pensavo, riflettevo. Io voglio troppo. Io non sono una normale quasi-diciottenne che pensa alle cose futili di ogni giorno, a ballare, a ridere e a scherzare. Io mi guardo intorno. Vedo. Soffro. Mi butto a capofitto nelle vite altrui e, forse, dò troppo valore all’amicizia.
Il mio occhio è sempre volto al futuro, al mio, si intende. Voglio davvero diventare quello che vorrei, d’altra parte una sorta di pessimismo cosmico mi invade a tratti e penso che alla fine non sono nulla di speciale, non sono nulla di diverso dallo stereotipo della ragazzina media.
Non sono nemmeno libera. Libera\o è colui\ei che vive senza farsi tutte queste domande, come me le faccio io, libertà è la forza di non dire una cosa, piuttosto che di dirla. Libertà è essere daccordo con la massa e non vergognarsene, libertà è la forza di farsi portare dalla corrente senza remare contro.
Non sono depressa, o cosa. Credo semplicemente che la mia vita sia una sofferenza insita. Io vivo continuamente aggrappandomi alla bellezza di un minuto. Alla grazia delle piccole cose. Quando sto sul motorino io mi perdo nel tornado di polline tra gli alberi. Quando torno a casa da scuola, sul treno, io guardo la gente e voglio per forza immaginarmi che questa persona abbia una vita peggiore della mia, perciò sorrido come un ebete.
D’altra parte so che tutto questo finirà. Nell’attesa che finisca l’uomo può solamente fare ciò che ama nel mio caso:scrivere, leggere, ascoltare De Andrè in repeat, stare le ore da Feltrinelli e immergere il naso nelle pagine per godere dell’odore delle pagine nuove, guardare un foglio bianco e avere voglia di riempirlo, immergere la faccia sotto l’acqua di un bagno caldo e vivere nell’eterna certezza che qualcuno mi voglia bene, qualcuno mi ami. Io ne sono fermamente convinta. E quando passo una bella giornata io me la rivedo nella mente
Forse un pò sono timorosa del futuro, in generale, perciò blocco il CD in repeat. Dà sicurezza.
Il tornado del polline è eterno.
L’acqua è sempre quella, così come l’odore della carta economica nuova.
Che blog di merda
04.02.08
Il Primo Maggio
Parliamone: il primo Maggio è l’idillio della stupidità e dell’indecenza.
Il fatto è che la mia esperienza al Primo Maggio è stata a dir poco orrenda, perciò da quella volta sconsiglio a chiunque mi capiti a tiro di andarci: a parte che il Concerto praticamente è una farsa, non se lo vede nessuno. Apparte i nostalgici sessantottini, che ora hanno 68 anni, appunto.
Arrivai con largo anticipo a piazza San Giovanni, perchè, essendo io un’abitante della Capitale, pareva quasi sconveniente non andarci. Avevo appuntamento con dei miei amici di Bracciano, perciò di buona lena arrivai là. Il fatto è che il Primo Maggio è una trappola. Sul serio. Conosco poche persone che ci sono arrivate e che ne sono uscite, è una specie di Alcatraz: entrarci è facile, uscire è impossibile. Vuoi per le metro che sono chiuse, vuoi per la bolgia disumana di gente assurda e assurdamente fomentata che ha deciso che tu non puoi passare. Uno dirà: la folla guarda il concerto!, NO!, la folla fa la fila al Tabaccaio, che è Uno. UNO SOLO.
All’epoca ero una tenera pulzella, ancora fomentata con gli Ska-p e i Modena (cosa che, tra le cose, sono ancora, per la cronaca) così, arrivata al prato e dopo mille decenni passati con mia sorella a cercare i nostri amici, avendoli trovati, abigliata con keffyah, pantaloni extra-large neri e tanta voglia di devastarmi, mi seggo.
La gente non guarda il concerto. La gente si fa le canne e beve come un alcolizzato di vecchio stampo sul Prato, dopo 10 minuti il Prato diventa ricettacolo di morti di Canne e per tutte le bottiglie di vino sparse l’Ama avrebbe un’apoplessi.
Immediatamente, anche io non stavo, diciamo, bene. E immediatamente intorno a me vedevo solo gente che vomitava, vomitava, vomitava. Poi ebbi la malaugurata idea di andare a vedere il concerto. Molto malaugurata, riuscii ad arrivare nei pressi del palco dopo uno spigi-spigi alla Nik, imparato dopo anni e anni di treno\autobus per andare a scuola, poi, il Muro Umano, davvero, c’era gente disposta a far fuori la nonna pur di non venir superata, gente che ti tocca il culo, gente che ti sbratta addosso, uno schifo.
Giustamente, il primo Maggio, è la festa del lavoro, quindi anche la Polizia fa festa e il Concertone diventa ricettacolo di criminali, Bin Laden potrebbe tranquillamente andarsi a prendere un caffe al bar, se non fosse che verrebbe ucciso, non tanto perchè è Bin Laden ha fatto macelli, ma quanto perchè il Vero Rimastino, è disposto a uccidere per avere le Rizla Slim Lunghe.
La gente che popola San Giovanni ha in media 15 anni e nessun partecipante supera mai i 17. Apparte i nostalgici, si intende. I cantanti che ci vanno sono sempre gli stessi, poco male, viva quella musica, il problema è che i fanciulli non hanno la minima idea di chi stia sul palco, ma comunque fanno finta di essere interessati, con il risultato che ho visto dei malati pogare su Carmen Consoli.
Quelli che ci svoltano, apparte gli spacciatori, sono quelli che vendono le magliette. Alla fine della fiera, quando riapre la metro ma tu COMUNQUE non ci sali perchè è troppo piena, si vedono tanti piccoli cloni con la maglia del CCCP, o quella del CLASH…quando scommetto le mutande che quella maglietta è stata comprata a cazzo.
Questa disquisizione è frutto di una stressante giornata passata a oziare. Ora vado a fare una recensione per un giornale. Bella.