03.27.08
Petrarca l’Emo
Perchè Petrarca è diventato famoso?
Non è un preambolo per introdurre un post tagliente o ironico, ma una domanda seria. Cioè, quando Bertoncelli disse a Guccini che il suo pessimismo fotteva l’Italia, il caro Berty, evidentemente, non aveva nemmeno mai visto nulla di Petrarca.
Francesco Petrarca è stato davvero una piaga per la società. Non ha avuto uno scopo. Cioè, il suo era vero e proprio terrorismo psicologico. Frustrazione sessuale? Nah…secondo me Laura non era altro che la mano amica, e sicuramente “la mano amica” in lingua volgare, si dice in modo che faccia rima con Laura. Cioè una vita assolutamente indicativa. Nasce, si fomenta per il latino, i classici, Roma antica, già quelli segni di una frettolosa demenza senile. Si fa mantenere, ozia, si, perchè l’ozio è per “studiare”. Un Paris Hilton d’altri tempi.
Davvero, Petrarca era emo. Mi domando perchè sia diventato famoso perchè sue poesie fanno radere il pene. Mi domando anche perchè si inquini la mente vergine di noi candidi studenti insegnandoci che la morte è la liberazione dalle tentazioni terrene (tentazioni terrene=tt=tutto, da qui l’abbreviazione per gli sms), MA, anche la morte in fondo è tormento, sarebbe meglio non essere, W sant’Agostino e le sue Confessioni….EH? Cioè, sei scemo? Non solo mi ha fatto crollare il mito della Scolastima, ma scassa anche con la persona, dopo la Sampieri, piu pessimista del mondo!
Insomma, Francesco Petrarca doveva essere internato, altro che chierico, ascesa al monte ventoso, erano i capei a l’aura sparsi e tutte le pugnette mentali che si faceva, A LAVORARE! Te lo do io l’otium romano ! Sono sconvolta, e poi era vanitoso peggio di una donna… un pazzo, non aveva nemmeno un nome coatto come Dante o Boccaccio, che sono anche notoriamente più umani e divertenti.
Davvero, il Canzoniere, un calcio in culo e A LAVORARE!
03.26.08
Ipse dixit: pagliaccio, e pagliaccio sia.
It.
C’è un libro di quel coglione di Stephen King interamente dedicato a un pagliaccio, un’anima senza meta e senza tregua spirituale. Una cosa a metà tra il cielo e la terra. Una sorta di novello Socrate descritto con malgarbo da Aristofane. Pensiamo che ai pagliacci piaccia essere trattati come uno strumento per il nostro sollazzo? Non è forse il cerone un modo come un altro per nascondere la faccia? Le esperienze? Per evitare di farsi conoscere negli angoli più reconditi di tutto cio che ci caratterizza, gli occhi.
Il trucco dei pagliacci non è altro che un richiamo che svia l’attenzione dagli occhi. I pagliacci fanno notoriamente paura, perchè? Forse non è quello il loro scopo? Che ricordo serberemo di Quello? Nulla, un colore, una forma sconclusionata e sbiadita. Una macchia nella società ordinata che si interrompe all’entrata del circo.
Tragicamente il mio libro preferito si chiama “Opinioni di un clown”, prima dovremmo lungamente dibattere sulla differenza tra la parola clown e la parola pagliaccio. Ma penso che a meno che noi non vogliamo essere fiscali questa differenza sia minima. I pagliacci sono il rifiuto della società.
Hanno solo un nome comune, mai un nome proprio.
03.25.08
Parlando di spontaneità
..matt.. scrive (22.01):
scrivi qualcosa di nuovo
dai
SubAlcolizzataNik scrive (22.02): dove?
sul blog?
..matt.. scrive (22.02):
no
in fronte
SubAlcolizzataNik scrive (22.02): sul mio blog?
..matt.. scrive (22.03):
no
sulla tua fronte
poi mi mandi la foto
03.24.08
Le Scatole Parlanti
La favola racconta, la vicenda di due aspidi, che stanchi ormai da tempo del solito strisciare, pensavano:” qualcosa, prima o poi dovrà cambiare: il nostro morso è debole e il mondo è prepotente! Hai udito di quel tale, arguto quanto avido, che ha soggiogato un popolo, con un veleno atipico, fa proprio al caso nostro; qualcosa di potente, qualcosa che sia subdolo, sottile e irriverente, non più il normale morso ma qualcosa di tagliente…un siero che lavori essenzialmente sulla mente!” La presero sul serio, le bisce irriverenti, sognavano d’aver potere e gloria in mezzo ai denti è l’oppio dei più deboli, la linfa dei potenti, ghignavano bramosi, faccia al sole ormai cocente…”non c’è tempo da perdere, sfidiam la nostra sorte, chiediamo al vecchio saggio, profetiche risposte!” Ma il verbo dell’oracolo, fu quantomai emblematico e gelò subitamente le due bisce già sognanti:”Non voi, piccoli aspidi, magari un gran Biscione…è l’unico ch’io sappia ad aver simile ardore…e non col siero magico abbindola gli utenti, ma con l’ausilio infimo, di SCATOLE PARLANTI!”
Tele Incantatore di Serpenti, Signore Delle Scatole Parlanti!
Siam giunti quasi al termine dell’inedita questione, torniam dalle due bisce ormai depresse sotto al sole, l’idea di queste scatole, che subdola trovata, per anestetizzare ogni singola pensata!” Ma come è mai possibile?! Dov’è che sta l’orgoglio! Nessuno lascerebbe impunito questo imbroglio! Non devi preoccparti, vedrai, lo fermeranno, il Paese dei poeti non cadrà nel chiaro inganno!”
Ma non fu questo l’esito, la storia è assai diversa, le Scatole Parlanti, ormai, hanno invaso la tua testa!
Tele Incantatore Di Serpenti, Signore Delle Scatole Parlanti (a oltranza!)
03.23.08
E adesso cerco un’anima, anche di seconda mano.
Pensiamo insieme.
Quando avevo 14 anni ed ero candidamente candida, oddio, forse candida non è aggettivo migliore ma rende l’idea sull’inquinamento mentale, ero seriamente convinta che a 16 anni mi sarei iscritta al PCGI. Sono comunista dall’età di 11 anni, ho letto il Capitale 2 volte, l’ho tradotto dal Polacco, ho letto il Manifesto, le lettere di Gramsci, 18 libri sul Che, molto sul Duce, su Hitler, ho letto un sacco insomma. Sul campo teorico sono ferrata insomma. Anche sul campo pratico, più o meno, io sono mezza Polacca e la Polonia è stata un paese comunista. Mio nonno è un ingeniere e aveva un’impresa edile privata, per questo mia madre non riuscì a entrare a medicina per un punto provandoci per ben 3 volte, le mancava sempre un punto, alla fine capirono che era per mio nonno, perchè era socialista, non comunista. Io tuttavia sono sempre rimasta comunista, non volendo ricordare l’anno anarchico.
Il fatto che io non conti un cazzo mi deprime sempre di più ultimamente.Voglio proprio vedere quante persone leggeranno questo post fino in findo. Alla gente, oggi, non interessa più la politica, hanno un vago concetto di Destra e Sinistra, e quelli di sinistra, ormai, hanno paura di dire che sono “comunisti” sanno che ormai è una parola che fa paura, del resto preferisco: meglio questo di chi va a gridare “evviva il comunisto e la libertà” ignorando l’esistenza di Marx, o di Lenin. Sono del PD. Quella specie di chiesa della quale porta la bandiera Veltroni e ha come chirichetto Rutelli. Di Petro è quello che siede in ultima fila, quello che in fondo non ci crede, ma che DEVE necessariamente fare bella figura. Il fatto è che a me questa cosa fa schifo. Mi fa schido la Sinista Arcobaleno che ha deciso di appoggiare Rutelli come sindaco a Roma quando la sinistra Arcobaleno dovrebbe essere l’antitesi di Rutelli. Evviva Sinistra Critica, che tanto, comunque, nessuno si cagherà mai. Perchè l’Italia è un paese democristiano di merda e io sono INCAZZATA nera, davvero.
Sono inkazzata perchè non vedo sbocchi per me , per il mio futuro, per il mio pensiero, per quello che voglio fare nella vita, perchè è tutto di Berlusconi, adesso si comprerà anche Alitalia e stiamo freschi. Mi rode il culo che se volessi scrivere un libro, la Mondadori è di Berlusconi, che se accendo la TV tutto quello che vedo è maledettamente di destra, che la polizia non viene punita, che Adriano Sofri è ancora in Carcere e quella pisciasotto che ha ucciso Suor Maria Laura è fuori con l’indulto. Mi rode il culo che qua a scuola ci insegnano religione e le mie amiche di 16 anni restano incinta perchè sono talmente stupide da non arrivarci che non si scherza con la vita. Mi rode il culo che ancora si parla dell’eutanasia, ma uno potrà morire quando cazzo vuole? Mi rode il culo che ci si fanno delle messe se è giusto o meno l’aborto e non ci si arriva che no, per me l’aborto non è giusto, ma siamo in una democrazia cazzo!
Insomma, sono profondamente schifata. Irrimediabilmente, profondamente, schifata.
03.22.08
Senza Troppi Preamboli
Sono assolutamente esaurita: mamma è tornata dall’ospedale. O forse sarebbe meglio dire che l’ospedale s’è trasferito a casa mia. Mia sorella è in preda alla morte. Mia madre idem. Io non faccio NULLA. NULLA. Mi sono comodamente svegliata in ora tarda e a Roma non c’è un’anima…Ho letto 1 libro intero, cominciato questa mattina, tradotto 3 capitoli del Capitale, fatto una versione di Latino di 15 righe, studiato Boccaccio. Ora basta. Ho bisogno di fumare. BISOGNO.
03.21.08
Questione di peeling
Io e la qui presente Piera discutevamo animatamente di problemi a livello mondiale.
I peli.
La foresta amazzonica situata sui miei\suoi stinchi, testimonia il fatto che siamo delle ambientaliste siceramente attive.
Problemi esistenziali di spessore vagamente alto…
Sinceramente ho iniziato a scrivere 1 po’ così, non so bene cosa dire, quindi solleverò argomenti di universalmente riconosciuta intellettuosità.
L’acetone per le unghie. Avete mai toccato l’acqua ragia? Ecco, è fighissimo perchè anche se te ne versi 1 litro sulle mani, poi le tocchi e non le senti bagnate. L’acqua ragia è asciutta, il che è un paradosso. Ok, Ok, non iniziate, l’acqua ragia è come l’eroina. Prima volta: “vah che figata!!!”ok. Seconda volta:”fighissimo!”. Di lì a un mese sei un fantasma disposto a uccidere a mazzate la vicina di casa per la tua dose di acqua ragia. Il fatto è che almeno che voi non siate maniaci del decupage, non avete grandi possibilià di trovarvi tu per tu con A.r. Il fatto è che io ho trovato un valido sostituto di liquido asciutto. Più facilmente reperibile dell’acqua ragia. L’acetone per le unghie. Unica pecca? Quando te lo versi crepi dal freddo. Inizialmente. L’acetone però potrebbe essere la risposta proletaria al condizionatore in estate. Ok. Sto delirando.
Lacca. Ultimamente il mio cervelletto ha deciso che preferisce i capelli ricci. Ma siccome io ho un parucchino liscio come gli spaghetti crudi, dopo aver usato un litro di spuma (che dura su per giù quanto quanto un botto di capodanno e costa 3.75$ a tubetto), i “ricci” mi si ammosciano dopo 3 ore con lo stesso triste effetto di un pistolino. Così ho detto: “Madre, lacca.” La madre ha un po’ smadonnato, poi si è convinta e imprecando contro gli spray che rovinano l’ambiente (di cui, per inciso, non glien’è mai fregato un cazzo), e contro di me che economicamente la dissanguo (parole sue) mi ha comprato la lacca che dura anche meno della spuma e costa anch’essa 3.75$. Il fatto che parimerito con l’acqua ragia troviamo, per droghe mascherate, anche la lacca. Ha un buon odore, rende i capelli plasticosi come quelli delle parrucche e tu ti tocchi. Ti tocchi. Ti tocchi. (I capelli eh…)
Unghie Quadrate. Quando ero piccina io mi mangiavo le unghie, cioè non mi limitavo a mangiarle, io arrivavo al sangue, le tenevo in bocca così tanto che poi avevo i polpastrelli grinzosi come dopo 1 bagno di 3 ore al mare. Così quando per grazia ricevuta ho acconsentito (dire acconsentito è un eufemismo. Io e mia Madre ci SCANNAVAMO, letteralmente), mi sono fatta crescere le unghie, dopo pochi anni ho cominciato a farmele quadrate. Le unghie quadrate appartengono alla droga tipo le canne, se ci sono bene, se non ci sono pace, ma poi in realtà ci stai sotto come a un treno. Le unghie quadrate, guardandole, non sono nemmeno belle, per un cazzo proprio. Sono scomode. Devi limarle sempre. Giocare a bowling è praticamente un’impresa. Quando stanno per rompersi si fa un taglietto all’angolo destro\sinistro e in quel taglietto, ogni volta che con falsa disinvoltura ti passerai una mano tra i capelli, davanti all’uomo che vuoi ammaliare, magari, ti rimarranno in quel taglietto, che è capiente come la borsa di Mary Poppins, ciocche e ciocche di malcapitati capelli.
Datemi una limetta, una bomboletta di lacca e l’acetone per le unghie. Cambierò questo mondo. Ora vado a lavarmi\lavare i cessi\fumare una sigaretta.
03.20.08
Bella Prof!
Io non sono una ragazza particolarmente spirituale. Ho una mia personale idea per chi si dispiace per la morte di una persona della quale, poi, a conti fatti, non gli sbatte un cazzo. Così quando mi si comunica la morte di un mio conoscente o la sua imminente fine, il mio “pace..” cinicamente pronunciato diventa sinonimo di cattiveria. Ebbene si. Oggi sarò molto ma molto cattiva.
Quando feci il mio ingresso alla Montessori, nel settembre del 2005, dopo la mia bocciatura irredenta, vidi subito che quella, più che una scuola era l’asilo dell’ipocrisia. Il preside è un coglione fascista che aspetta dalle 8 meno 10 alle 8 e 10 che tutti salgano nelle classi e ti saluta, poi quando vai a parlarci si mostra comprensivo ma scommetto che non si ricorda nemmeno un cognome di un qualsiasi alunno della sua scuola.
Insomma, il preside è un testa di cazzo.
Poi, ci sono le bidelle, poverine, pedine in quella voragine demagogica che è la scuola, non gli si può fare una colpa, ma si può odiarle tacitamente.
Poi ci sono i Professori. E i professori. La differenza sta in un tasto con il lucchetto su questa tastiera del pc.
Ivo Bruner era un Professore che a prima vista sembrava matto, a cominciare dal suo involucro eccentrico, della serie: camicia a righe variopinte, salopettes, valanga di capelli biondi stile CapaRezza, occhialetti tondi, semplici, occhi, color ghiaccio. Era una di quelle persone che nella vita, o nella morte, hanno capito tutto. Due anni prima che io facessi il mio ingresso all’istituto Montessori, in un qualche ospedale Romano, un medico con un sorrisetto di circostanza e il tono grave ma incoraggiante, comunicava al professor Ivo Bruner di Linguaggi Non Verbali Multi Mediali, che, “mi dispiace, ma lei ha uno o due mesi di vita”. Il fatto che lui non facesse minimamente segreto della suo tumore era sintomo di rassegnazione al mese di vita che gli rimaneva, eppure… eppure dopo 2 anni il Bruner era ancora là, con la sua schiettezza, come ad informare il mondo che lui, stava morendo, e di certo quella che poteva essere la sua ultima parola, non la mandava a dire.
Ok. La sua lezione durava un’ora a settimana. Penso che lui sia uno di quei Prof, di quei POCHI PROF, di quei 2 Prof, che mi abbiano realmente insegnato qualcosa, qualcosa che una persona non può mettersi a insegnare con le parole, qualcosa di vero, di bello, qualcosa che nella vita mi serverà più della Guerra dei 100 anni, o della legge di Lavoisier, o delle disequazioni fratte. Bruner mi ha insegnato ad apprezzare tutto. E non lo dico come lo potrebbe dire chiunque.
“Ragazzi, questa è una penna. VI RENDETE CONTO?! UNA PENNA! CON QUESTA IO CI SCRIVO, LA POSSO TOCCARE, IO POSSO USARE UNA PENNA ORA! GRAZIE! NON E’ STUPENDO? DA MORTO LA PENNA NON MI SERVIRA’ PIU’, MA ORA POSSO RINGRAZIARE PERCHE’ HO LA POSSIBILITA’ DI TOCCARE UNA COSA CHE NELLA TOMBA NON POTRO’ TOCCARE!!!!” Queste sue parole io me le ricordo perfettamente, lui era sull’orlo delle lacrime, lacrime di gioia, lui ci credeva davvero in quello che faceva, in quello che cercava di insegnarci.
Un giorno, dopo che vide il mio blog, mi convocò in aula Computer per un breve colloquio, mi disse che aveva apprezzato moltissimo la colonna sonora “No woman no cry” di Bob Marley, AH, Bob Marley, grazie ragazzina, avevo dimenticato Bob Marley. Lui era così, amava tutto, apprezzava tutto, non aveva più l’intestino, cagava e pisciava in un sacchetto, però possedeva un’energia incredibile, assurda. Fatto sta che poi mi fece anche dei complimenti su come scrivevo, disse che gli ricordavo lui da piccolo. Mi lusingò, sapeva quanta stima avessi di lui. Mi chiese se un giorno mi sarebbe piaciuto avere un colloquio approfondito con lui. Supplichevole.
Il giorno dopo lo portarono via da casa con l’autoambulanza, beh, dopo 3 anni e mezzo con un mese di vita, c’era da aspettarselo.
Gli mandammo una di quelle melense letterine di auguri e speranza, gli fece piacere, venne a scuola, con tutto ciò che stava letteralmente morendo, per ringraziarci. Mi scoccò uno sguardo. Lui mi aveva cercato perchè aveva visto in me una sorta di libro in cui trascrivere la sua vita. Non voleva che io lo dimenticassi.
Caro Professore, ah, se lei vedesse, quante lettere gli ho scritto!Sono 12 e sono tutte qui accanto a una che non ha le palle, che non ha le palle di fargliele vedere, io la penso sempre, come testimonia il fatto che io mi ricordi tutte le sue lezioni, come testimonia il fatto che io sul mio muro ho graffiato “Grazie Bruner”.
Il fatto è che è morto.
E’ morto il 1438 e io sono incazzata. Nera. La scuola lo sapeva ma hanno pensato che Ivo Bruner, che era stato insegnante di TUTTI non avesse diritto a ricevere l’estremo saluto dalla sua scuola. Sono talmente inkazzata che potrei rompere un muro, talmente incazzata che non riesco a piangere.
Lui non mi ha vista nemmeno la.
Sappia, caro prof, che lei sarà sempre nel mio cuore, davvero.
Bella Prof, con la P.
{cortesemente, non commentate: miliaia e miliaia di commenti, di “mi dispiace” quando non è così, di fottutissime frasi di circostanza di merda. E’ Morto. Basta.}
03.16.08
.oO*I miss you*Oo.
Hello there the angel from my nightmare
The shadow in the background of the morgue
The unsuspecting victim of darkness in the valley
We can live like Jack and Sally if we want
Where you can always find me
And we’ll have Halloween on Ch
ristmas
And in the night we’ll wish this never ends
We’ll wish this never ends
(I miss you I miss you)
(I miss you I miss you)
Where are you and I’m so sorry
I cannot sleep I cannot dream tonight
I need somebody and always This sick strange darkness
Comes creeping on so haunting every time
And as I stared I counted
The Webs from all the spiders
Catching things and eating their insides
Like indecision to call you
and hear your voice of treason
Will you come home and stop this pain tonight
Stop this pain tonight
Don’t waste your time on me you’re already
The voice inside my head (I miss you miss you)
Don’t waste your time on me you’re already
The voice inside my head (I miss you miss you)
Don’t waste your time on me you’re already
The voice inside my head (I miss you miss you)
Don’t waste your time on me you’re already
The voice inside my head (I miss you miss you)
Don’t waste your time on me you’re already
The voice inside my head (I miss you miss you)
Don’t waste your time on me you’re already
The voice inside my head (I miss you miss you)
I miss you (miss you miss you)
I miss you (miss you miss you)
I miss you (miss you miss you)
I miss you (miss you miss you)
(I miss you miss you)
Ehi ciao,
l’angelo dal mio incubo
l’ombra sullo sfondo dell’obitorio.
L’ignara vittima dell’oscurità nella vallata,
possiamo vivere come Jack e Sally se lo vogliamo,
dove tu mi puoi sempre trovare.
Festeggeremo Halloween a Natale.
E nella notte ci augureremo che questo non finisca mai,
ci augureremo che questo non finisca mai
(Mi manchi mi manchi)
(Mi manchi mi manchi)
Dove sei,
e mi dispiace così tanto,
io non posso dormire, non posso sognare stanotte
Io ho bisogno di qualcuno, e sempre
Questa strana e malata oscurità
viene stisciante e così ossessionante ogni volta.
E mentre fissavo il vuoto contavo
le ragnatele di tutti i ragni
catturare cose e mangiarne le interiora
Come l’indecisione di chiamarti,
e ascoltare la tua voce del tradimento,
verrai a casa a interrompere questo dolore stanotte?
Interrompere questo dolore stanotte
Non sprecare il tuo tempo con me, sei già la voce dentro la mia testa
(Mi manchi mi manchi)
Non sprecare il tuo tempo con me, sei già la voce dentro la mia testa
(Mi manchi mi manchi)
Non sprecare il tuo tempo con me, sei già la voce dentro la mia testa
(Mi manchi mi manchi)
Non sprecare il tuo tempo con me, sei già la voce dentro la mia testa
(Mi manchi mi manchi)
Non sprecare il tuo tempo con me, sei già la voce dentro la mia testa
(Mi manchi mi manchi)
Non sprecare il tuo tempo con me, sei già la voce dentro la mia testa
(Mi manchi mi manchi)
(Mi manchi mi manchi)
(Mi manchi mi manchi)
(Mi manchi mi manchi)
(Mi manchi mi manchi)